Rassegna stampa

Tablet e smartphone: le nuove indicazioni dei pediatri USA per i bambini piccoli

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Una video chat con i nonni che abitano lontani? Ogni tanto si può fare, anche se il bambino è molto piccolo. Un video per tenere buono il figlio di 2 anni mentre mamma e papà fanno tutt’altro? Ecco, questo decisamente no. E no anche all’idea che tablet e smartphone possano essere una valida occasione educativa. Lo dicono le nuove indicazioni dell’Associazione americana pediatri, appena pubblicate sulla rivista Pediatricians.

Indicazioni che se da un lato sembrano aprire alla possibilità di mettere un tablet o uno smartphone in mano a un bimbo con meno di due anni – ma solo a particolarissime condizioni – dall’altro ribadiscono che questi dispositivi non sono affatto adeguati per l’educazione dei bambini.

È  un dato di fatto che sempre più bambini e sempre più piccoli abbiano ormai a che fare  quotidianamente non solo con tv, ma anche con tablet, smartphone, computer. Spesso mamma e papà vanno in estasi quando scoprono che il loro piccolo, a un anno, ha già capitocome funziona lo schermo touch di un tablet, e capita che video e app vengano utilizzati per tenere impegnati i bambini mentre si cerca di fare altro o per calmarli quando sono particolarmente agitati. Ma è un bene per loro?

È  ormai ben noto – ricorda il documento AAP – che per i bambini sotto i due anni gli elementi davvero importanti per lo sviluppo sono due: la possibilità di esplorare “con mano” l’ambiente che li circonda, che sia il morbido tappeto sul quale sono seduti o le prime pappe proposte, e le interazioni sociali con gli adulti che si prendono cura di loro. È grazie a questo che imparano, mentre non possono certo farlo attraverso un dispositivo mobile o la tv, perché non hanno ancora sviluppato capacità adeguate di memoria, attenzione e astrazione. Nè la capacità di riportare nel mondo fisico, che è tridimensiale, quanto potrebbero aver appreso in un ambiente digitale, a due dimensioni.

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