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Minori migranti e dibattito sull’immigrazione. Quando generalizzare penalizza i più vulnerabili

Tra Roma e Milano, tappeti di migranti sono stesi nei pressi delle stazioni. Tra loro anche bambini e succede che le esigenze di questi ultimi vengono dimenticate per lasciare spazio a luoghi comuni e stereotipi.

Il dibattito sull’immigrazione riveste una sembianza sempre più frequentemente falsata dall’ideologia e dalla politica stessa. Purtroppo in questi giorni, come ormai accade da anni, le cronache della migrazione sono al centro della discussione mediatica. I riflettori sono nuovamente accesi e puntati su chi arriva, lasciando il più delle volte spazio a commenti discriminanti e razziali. Il carico da novanta è senza dubbio quello che in mesi di campagne televisive si è trasmesso ed è arrivato all’opinione pubblica. Quella stessa che si divide tra coloro che sono propensi all’accoglienza e tra coloro che vorrebbero restituire questi uomini, queste donne e questi bambini al mittente. Già, anche i bambini che per concetto universale sono gli indifesi, i vulnerabili, coloro che non possono ancora essere gli artefici del proprio destino ma che subiscono quello che gli altri decidono per loro. Tra le centinaia di migranti ci sono anche loro. Ma questo, a volte, l’opinione pubblica lo dimentica.

Alla presenza di rappresentanti italiani della Comunità europea, quest’oggi si è tenuto un incontro a Roma, organizzato dall’ordine dei giornalisti in cui si è discusso proprio di questo: di quanto l’opinione pubblica sia facilmente influenzabile dai telegiornali e dalla stampa, e di quanto una cattiva informazione che parte dalla base, possa generare quel senso comune di insicurezza e contrarietà nei confronti di chi arriva per bisogno.

Innanzitutto è necessario sfatare il falso mito della maggioranza di migranti che arriva via mare. Ebbene, c’è una cifra molto più ampia di stranieri che approda nel nostro paese, e non solo, attraverso visti turistici e quindi via terra. Una notizia che difficilmente viene trasmessa poiché non genera quello stupore che in altro modo si attiva. Così, mettendo al bando anche la questione dell’invasione, l’Italia si colloca, con una percentuale dell’11%, in una posizione di parità con la Francia e sopra ci sono la Germania con un 35% e la Svezia con un 14%. Tradotto in numeri, significa che in Italia le domande di richiesta d’asilo sono state, nel 2014, 64.625, in Francia 64.310, mentre in Svezia e Germania, rispettivamente 81.325 e 202.815. Numeri, questi ultimi, che solleticano un po’ l’ilarità europea da parte di chi gestisce situazioni e cifre nettamente superiori. Da qui il dibattito nelle sedi istituzionali dei Paesi membri, sul fatto che l’Italia è lasciata da sola. Sull’aiuto che arriva ma non arriva, sui finanziamenti che ci sono ma non ci sono.

E nel frattempo cosa succede? Succede che tra Roma e Milano, giusto per citare le de città mediaticamente più in voga negli ultimi giorni, tappeti di migranti sono stesi nei pressi delle stazioni. Adulti e bambini. Senza distinzione. Eppure i bambini, come conferma ogni normativa europea o internazionale/nazionale che sia, meritano un trattamento diverso. Anche il portavoce dell’Unicef si è espresso in merito, durante la sua visita alla tendopoli allestita dalla Croce Rossa Italiana nei pressi della stazione Tiburtina a Roma: “I bambini non possono stare in questa condizione di promiscuità”. I pericoli per loro sono maggiori e il trauma già vissuto non viene certamente scacciato dall’attuale. Così al bagaglio che già si portano dietro, si aggiunge anche l’attuale che, al momento, operatori di associazioni stanno cercando di allontanare e far elaborare. Così come accade in queste ore nella tendopoli di Roma, dove Save the Children ha allestito in collaborazione con la Croce Rossa, degli spazi per attività ludico-ricreative.

Per fortuna però l’opinione pubblica non è solo facilmente influenzabile dai media e molti cittadini continuano ad adoperarsi per aiutare. “Portate latte e viveri soprattutto per i bambini”, ha dichiarato Flavio Ronzi, presidente del Comitato Provinciale CRI Roma. Sono molti i minori stranieri non accompagnati presenti nei pressi delle stazioni di Roma e Milano ed hanno bisogno di assistenza, protezione e di un luogo sicuro in cui stare. Restituire un po’ della mancata serenità è quello che si sta cercando di fare mentre delle soluzioni concrete tardano ad arrivare.

Dal 1 gennaio al 10 giugno scorso, sono arrivati in Italia via mare 57.469 migranti, tra i quali 4.556 minori, dei questi, 3.480 soli. Tra tutti i minori, più di un terzo (1.718) sono provenienti da Eritrea, Siria, Somalia, Palestina, Iraq e Libia.

Paola Longobardi

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