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A scuola ma in tv: è il progetto educativo per i bambini siriani e iracheni dei campi profughi

Un progetto che ha lo scopo di restituire ai bambini dei campi profughi libanesi, il diritto all’istruzione. Nasce così “la mia scuola”, un programma educativo che va in onda 5 giorni a settimana.

Costretti ad interrompere gli studi a causa del conflitto. Purtroppo non è una novità e la negazione del diritto all’istruzione per i bambini che vivono in zone di guerra, è ormai una consuetudine. Ma per fortuna, la voglia di andare avanti prende poi il sopravvento su qualsiasi circostanza e così come in precedenza Piattaforma Infanzia ha parlato della Benghazi Skype School, questa volta vi vogliamo raccontare della nascita di un altro sistema di educazione scolastica che nasce nei campi profughi.

Si tratta di una nuova scuola on-air che consente ai bambini sfollati siriani e iracheni, di apprendere attraverso il canale Tv Sat – 7 Kids. L’istruzione è uno dei bisogni primari dei bambini in Medioriente, oltre che un diritto violato e in zone particolarmente colpite dai conflitti, l’educazione primaria diventa sempre più scarsa. Inoltre, è un modo, oltre che per imparare, anche per distrarsi dalla tragedia che li vede attori. Per restituire la speranza e offrire una nuova opportunità ai bambini rifugiati, è stato stanziato un fondo di emergenza di diversi milioni di dollari. L’intento è quello di offrire l’istruzione di base e di diffondere una cultura della speranza, attraverso la valorizzazione di principi che siano lontani dalla guerra. Un modo per prevenire ulteriori asti e magari, offrire ai giovani delle alternative alla guerra stessa, sia nel presente ma soprattutto nel futuro.

Dunque, un programma pilota chiamato “la mia scuola”, che trasmette cinque giorni a settimana. Un blocco di lezioni di 90 minuti circa, tenuto da relatori in grado di insegnare ai piccoli spettatori l’arabo, l’inglese e la matematica. Rivolto ai bambini dai 4 ai 7 anni d’età, il progetto è comunque utile anche a quelli più grandi che non hanno potuto terminare i propri studi. Tre i docenti che si alternano in base al programma e durante la settimana scolastica. Il progetto è portato avanti grazie all’aiuto della Ong Cuore per il Libano, che lavora a stretto contatto con i bambini sfollati e gestisce una scuola in uno dei campi profughi.

Nel fornire un’istruzione a questa generazione perduta di piccoli rifugiati, stiamo investendo non solo nel loro futuro, ma nel futuro del mondo arabo. Insegnando loro a leggere e scrivere continuano ad avere la possibilità di continuare ad imparare, essere esposti a diversi punti di vista, magari a trovare un lavoro nel tempo e in ultima analisi, aiutare la società araba a creare una differenza positiva”, sono le parole di Rita Elmounayer, direttore esecutivo di Sat-7 Kids.

Paola Longobardi

 

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