News

Afghanistan: l’ONU dichiara l’aumento delle vittime tra i civili

Dati preoccupanti che chiudono il 2014 con il 40% in più delle vittime tra i bambini. Il conflitto afghano preoccupa la Comunità internazionale che spera in un 2015 migliore.

Il conflitto in Afghanistan è uno dei più cruenti degli ultimi anni. Migliaia di persone sono ancora a rischio e altrettante hanno perso la vita o sono rimaste seriamente offese in attacchi terroristici. Tra loro anche tantissimi bambini.

A confermare il forte aumento di vittime civili nel paese mediorientale, sono le cifre riportate dal rapporto delle Nazioni Unite pubblicato in questi giorni. Il 2014, secondo i dati, ha visto un aumento delle vittime pari al 22%, numero cresciuto notevolmente negli ultimi cinque anni. Nello specifico, sono 10.548 le vittime civili. Tra queste, 3.699 sono i morti a causa dei combattimenti via terra.

L’aumento del 54% è la conseguenza dell’uso di mortai, razzi e granate da parte delle forze governative. Le Nazioni Unite dichiarano che la responsabilità del numero delle vittime è da ricondurre all’azione talebana a cui attribuisce un 72% delle colpe, mentre il 14% è da destinare agli interventi del governo o delle forze di coalizione straniera.

Ma il dato più preoccupante è quello riferito ai minori. I documenti dichiarano che c’è stato un aumento del 40% delle vittime tra i bambini rispetto all’anno precedente. Tra loro, molti con mutilazioni permanenti.

Nei conflitti armati i civili sono sempre le prime vittime. Nonostante la normativa internazionale parli chiaro, la loro protezione non è garantita come dettato dalla IV Convezione di Ginevra. Il blocco di articoli contenuti al suo interno, costituiscono uno strumento di tutela e di rispetto con carattere di consuetudine. Per questo, chiunque dovrebbe tenere a mente che chi non prende parte alle ostilità ha diritto all’incolumità e alla tutela della vita. Ancor di più se in gioco ci sono persone particolarmente vulnerabili, come i bambini.

Le notizie negative non finiscono qui, purtroppo. Dalla relazione si evince un altro dato in aumento, quello delle vittime tra le donne che sale al 21%. Cifre che sono state contestate dai talebani ma che fanno riflettere sul livello di violenza e atrocità che regna in Afghanistan.

Nell’anno in esame, il 2014, è stato molto intenso il numero degli scontri armati, dovuto forse anche al cambiamento strategico politico con il graduale ritiro delle forze della Nato che, unito a momenti storici particolari, come le elezioni governative, ha innescato una serie di situazioni conflittuali fuori controllo.

Intanto fallisce ogni tentativo di negoziato per la pace e una popolazione intera non fa che soffrire e vivere in condizioni estreme e si teme per l’anno in corso. “I livelli spaventosi di violenza in Afghanistan nel 2014 non dovrebbero essere ripetuti nel 2015”, dichiara Nicholas Haysom, capo della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan.

Paola Longobardi

Indietro
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK