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Anche la Nigeria tra i Paesi che vietano i matrimoni precoci, ma la legge non viene applicata

Firmata nel 2003, non trova seguito in 12 Stati della nazione. Violenze e abusi perseguitano troppe bambine che si trovano a commettere ulteriori violenze in difesa del proprio corpo.

In Nigeria il matrimonio di minorenni è stato proibito dieci anni fa, ma il problema, come già Piattaforma Infanzia ha sottolineato più volte, persiste in molte zone del mondo, seppur contro la legge nazionale oltre che contro il rispetto dei diritti dei bambini.

Il 39% delle ragazze si sposa ancora prima dei 15 anni e il fenomeno porta a conseguenze devastanti per la vita di queste adolescenti. Molto spesso sono vittime di violenze che sfociano in eventi drammatici quali l’omicidio. Un numero non specificato di ragazze costrette al matrimonio in età adolescenziale, oggi vivono nel braccio della morte per aver commesso l’uccisione del marito in difesa del proprio corpo.

Il governo nigeriano ha dichiarato illegale il matrimonio di minori nel 2003, ma secondo le attiviste dell’associazione Girls Not Brides, il 17% delle ragazze del paese vengono ancora costrette agli sposalizi prima dei 15 anni, mentre la legge fissa ai 18 anni l’età minima. Il vero problema è che questa legge è stata approvata a livello federale e dovrebbe essere approvata anche da tutti i governi statali per porre fine legalmente al fenomeno. Il matrimonio precoce è frequente in quelle comunità in cui la povertà è maggiore e i genitori condividono gli sposalizi delle proprie figli per questioni legate alla dote. Un problema che trova le radici nella cultura più rurale e che in Nigeria è ancora realtà in 12 Stati del Paese, mentre 24 sono quelli che hanno approvato la riforma. Le organizzazioni che intervengono a tutela delle spose bambine in Nigeria, sostengono che il problema è una conseguenza delle mancate opportunità a causa della condizione di povertà e soprattutto al mancato accesso delle ragazze al sistema di istruzione. L’associazione Girls Not Brides, che vede il partenariato di circa 400 organizzazioni e 60 paesi impegnati per il contrasto del fenomeno, gridano ad una voce sola alla fine dei matrimoni precoci, suggerendo ai governi di intraprendere quanto prima nuove strade di riforma e avviare strategie per introdurre queste ragazze all’interno di un sistema di educazione e informazione al fine di iniziare davvero dei processi di cambiamento concreto.

Agire per eliminare il problema è possibile unendo le forze, a tutela di tutte quelle bambine che vedono negata la propria infanzia. Advocacy e sensibilizzazione sono le parole chiave per portare all’attenzione delle comunità coinvolte il problema di milioni di adolescenti nel mondo, costrette ad un destino indelebile nel corso della loro vita.

Paola Longobardi

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