News

Ancora morti nel mare di Lampedusa

Questa volta ad uccidere è stato il freddo. Sono 29 i migranti che hanno perso la vita. Alcuni giovani ma di cui non si conosce l’età. Piattaforma Infanzia si unisce al grido di chi chiede corridoi umanitari e garanzie per la vita, soprattutto per i più piccoli.

L’ennesima tragedia del mare che si consuma nel canale di Sicilia.

Questa volta però non parliamo di naufragio, ma di corpi senza vita a causa del freddo rigido. Sono 29, infatti, i morti a largo di Lampedusa a causa del condizioni meteo avverse. L’ipotermia li ha colpiti lungo il viaggio e durante le operazioni di soccorso non ce l’hanno fatta. Molti i giovani e sulla loro età ancora non è stata fatta chiarezza.

Quello che preoccupa noi di Piattaforma Infanzia, è la condizione che vivono migliaia di minori che continuamente si imbarcano alla ricerca di una vita migliore. La tragedia dell’ottobre 2013 non è dimenticata e la paura che possa ripetersi è molto alta.

Tanti su twitter i commenti della politica italiana “orrore al largo di Lampedusa. Persone morte non in un naufragio, ma per il freddo. Queste le conseguenze del dopo Mare Nostrum”, è il commento della Presidente della Camera, Laura Boldrini, che fa un chiaro riferimento al termine della missione che ha salvato migliaia di migranti, tra cui tantissimi minori.

Piattaforma Infanzia si unisce all’appello delle tante organizzazioni che chiedono al più presto l’istituzione di corridoi umanitari per garantire un percorso protetto a coloro che scappano da persecuzioni, conflitti e che vedono minacciata ogni giorno la propria vita. Ogni persona ha diritto ad una vita al sicuro e al rispetto della propria dignità. I minori, ancora di più.

E intanto il sindaco di Lampedusa, Giuy Nicolini, lancia il tweet “Je suis morto di freddo”, ricordando che ad ogni soccorso in mare, c’è chi rischia la vita per salvare altre vite. E sono morti così 29 migranti, tra le braccia di chi ha tentato di dargli un approdo sicuro. E quello che torna a gridare nuovamente Giusy NIcolini al governo italiano, è di chiedere all’Europa di riprendere al più presto un’operazione umanitaria, che non si chiami però Triton.

Maggiore protezione dei minori e più garanzie per la loro incolumità, è quello che chiediamo anche noi di Piattaforma Infanzia.

I bambini e gli adolescenti sono una presenza costante negli sbarchi e dall’inizio dell’anno, su circa 3.709 migranti sbarcati in Italia, 390 risultano i minori, di cui 149 accompagnati e 241 non accompagnati, lo rende noto Save the Children.

Paola Longobardi

Indietro
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK