News

Anniversario della Convezione per i Diritti dell’Infanzia

A 25 anni dalla ratifica italiana, molti i passi compiuti ma altrettanti ancora da compiere, sia a livello nazionale che mondiale.

Nel mondo sono milioni i bambini che soffrono condizioni di disagio, violenza e vulnerabilità. A loro tutela, dal 1989 esiste la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ratificata dall’Italia nel 1991. E proprio oggi ricorre l’anniversario dall’adozione. Dalla sua introduzione, grandi passi sono stati fatti e una nuova visione nei confronti del mondo dei bambini si è tradotta in più tutele e diritti.

La ratifica italiana della Convenzione per i Diritti dell’Infanzia il 27 maggio 1991, è stata una svolta, – dichiara Ivano Abbruzzi, presidente della Fondazione L’Albero della Vitache ha permesso di acquisire così uno strumento centrale per il nostro paese, consentendo agli attori istituzionali e al terzo settore di lavorare in modo efficace per la promozione dell’infanzia in tantissimi contesti”. I Paesi del mondo che ad oggi aderiscono alla Convenzione, sono 194. Tutti, ad eccezione degli Stati Uniti, l’hanno ratificata e gli ultimi Stati ad averlo fatto sono la Somalia e il Sud Sudan. Ma, “nonostante ciò è necessario consolidare le conquiste ottenute lavorando alla reale attuazione dei diritti sanciti dalla Convenzione.  Una delle sfide di questo tempo riguarda tutti i bambini e ragazzi stranieri che arrivano nel nostro paese alla ricerca di migliori opportunità. – Continua Ivano Abbruzzi – E’ necessario il massimo impegno per garantire loro eguali diritti alla pari di bambini e ragazzi di cittadinanza italiana, così riconoscendo il valore dell’infanzia e dell’adolescenza al di là di ogni contesto.”

Sono passati diversi anni dalla sua entrata in vigore e, se da una parte il numero delle ratifiche rende il bilancio positivo, dall’altra l’applicazione non trova ancora il giusto seguito, soprattutto in materia di diritto all’istruzione, alla salute e alla sicurezza personale e la violazione di tali diritti è ancora tra quelle più frequenti.

Accanto a questa disparità tra diritti dichiarati e diritti praticati, assistiamo però ad un fenomeno per certi versi più preoccupante, e cioè a certe forma regressive che si manifestano nei Paesi più avanzati, in particolare in Europa e negli USA”. A riferirlo a Piattaforma Infanzia, è Raffaele K. Salinari, presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes. “Nel nostro continente, nello specifico, assistiamo con preoccupazione sia al crescere di nuove forme di violenza nei confronti dei minori, ad esempio la loro sovraesposizione al mondo del consumo e della precoce sessualizzazione delle loro personalità, sia nei confronti dei minori migranti che non sembrano avere affatto la titolarità di quei diritti dichiarati nelle Carta e pur accettati come tali dalle nazioni di accoglienza”. In questi ambiti la strada da percorrere è ancora molto lunga e nonostante l’urgenza, ancora non si riescono ad applicare delle adeguate politiche di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati che rappresentano al momento una delle “priorità assolute, non solo nell’ambito del rispetto delle convenzioni internazionali, ma anche come base fattiva per la ricostruzione di una idea di Europa politica, il tassello mancante ad una costruzione che oggi rischia di cadere su se stessa proprio sotto il peso degli egoismi particolari”, conclude Raffaele K. Salinari.

Paola Longobardi

Indietro
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK