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Bambini rapiti per mano di Boko Haram

L’avanzata del gruppo terroristico non risparmia nessuno e i minori sono le vittime indifese di una scia di sangue senza fine.

“C’è stato un attacco di Boko Haram in diverse località della regione Far North”, ha detto il portavoce del governo del Camerun, Issa Tchiroma. “Gli assalitori hanno bruciato 80 abitazioni e sequestrato 60 persone tra cui donne e bambini molto piccoli”.

Secondo fonti internazionali, sono 60 le persone rapite dai terroristi islamici nigeriani, di cui la maggior parte bambini dall’età compresa tra i 10 e i 14 anni. Ma è anche di poche ore fa la notizia pubblicata dai siti di informazione africana sull’operazione militare di intervento rapido grazie alla quale sono state liberate 24 persone. L’intervento è ancora in atto e il battaglione impiegato al confine con la Nigeria è dispiegato sul territorio da settimane per impedire le incursioni di Boko Haram.

“È il più grande sequestro di persone mai effettuato nel Paese”, ha denunciato il ministro dell’Informazione camerunense, Issa Tchiroma Bakary. Azione che va a sommarsi ai numerosi atti sanguinari che da troppo tempo si verificano in Nigeria e ai confini del Paese.

Dal 2009, infatti, il gruppo terroristico attacca indiscriminatamente la comunità civile e ad oggi sono migliaia le persone rapite, uccise e costrette a fuggire per mettersi in salvo. Secondo i dati riferiti da Amnesty International, nel 2014 sono stati 4mila i civili assassinati ed è raccapricciante sapere che vengono utilizzati i minori per atti terroristici, come accaduto alle tre bambine kamikaze che sono state fatte esplodere nei pressi di due mercati. “Una devastazione di proporzioni catastrofiche”, dichiara Daniel Eyre, ricercatore di Amnesty sulla Nigeria.

“Utilizzare i bambini per portare e detonare esplosivi non è una nuova tattica per Boko Haram ma è una sorta di upgrade. Il gruppo ha rapito bambini, ragazzi e ragazze per molto tempo e per vari scopi, vedendoli come una risorsa utilizzabile a perdere”, ha detto Elizabeth Donnelly, vice direttrice dell’Africa program al Chatham House Foundation di Londra.

Un fenomeno, quello dei rapimenti di minori per scopi terroristici, che si sta diffondendo a macchia d’olio. Il sequestro per Boko Haram è quindi un nuovo mezzo di combattimento, non fanno differenze e mirano alla ‘neutralità’ che agli occhi della popolazione civile può assumere un bambino.

E intanto il Ciad invia rinforzi in Nigeria per far fronte militarmente alla situazione di terrore, così come il Camerun si è organizzato per la difesa dei confini. Una situazione allarmante che si aggrava di ora in ora. Negli ultimi 30 giorni sono almeno 248 i morti causati dagli attacchi terroristici. Un’avanzata del terrore che non risparmia nessuno, ancor meno i bambini.

Paola Longobardi

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