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Campagna Globale per l’Educazione: qualità ed equità le parole chiave

Sono 57 milioni i bambini che non hanno accesso all’istruzione, 200milioni quelli che soffrono di un’educazione di cattiva qualità. Su Piattaforma Infanzia Anna Rita De Bellis Coordinatrice Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione.

Si è tenuta la settimana scorsa a Johannesburg, in Sudafrica, l’Assemblea Mondiale della Campagna Globale per l’Educazione. Delegati da più di 100 paesi del mondo si sono riuniti per prendere decisioni di Governance per il futuro. All’apertura dei lavori il premio Nobel per la pace Kailash Satyarthi, uno dei fondatori della Campagna che ha sottolineato come l’educazione debba essere lo strumento per la tutela dei diritti dei bambini e della pace. “Crediamo fortemente che l’educazione sia un pilastro imprescindibile per tutta l’agenda dello sviluppo, una sorta di precondizione anche per la lotta alla povertà”, dichiara a Piattaforma Infanzia Anna Rita De Bellis, Coordinatrice Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione.

Crediamo molto nel potere dell’educazione per cambiare vite e il 2015 è uno spartiacque importante in cui si stanno ridefinendo gli impegni che la comunità internazionale sottoscriverà per i prossimi 15 anni”. Oggi sono 57 milioni i bambini che non hanno accesso all’istruzione ma 200milioni soffrono di un’educazione di cattiva qualità. Molti governi, infatti, hanno fatto lo sforzo di portare quanti più insegnanti nelle classi per poter aumentare il numero di ragazzi ma gli insegnanti hanno presentato scarsa formazione e questo è stato tipico delle zone più rurali di paesi con enormi difficoltà e poveri. “Bisogna guardare e riferirsi alle fasce più deboli e svantaggiate, tra cui bambini con disabilità. Se avremo progressi in questa fascia di riferimento, allora potremo parlare di successo”, afferma Anna Rita De Bellis. Un unico obiettivo dunque da inserire nell’agenda post 2015 che dovrà essere approvato a settembre all’assemblea Mondiale delle Nazioni Unite: quello di assicurare un’educazione di qualità che sia equa ed inclusiva per dare l’opportunità di apprendimento a tutti entro il 2030. “Questi sono stati gli elementi che gli obiettivi del millennio non sono riusciti a raggiungere – fa sapere la Coordinatrice Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione – hanno cercato di raggiungere il target quantitativo dell’educazione primaria per tutti tralasciando l’inclusione soprattutto dei più deboli. Pensiamo che nei prossimi 15 anni non si lascerà indietro nessuno e ci sarà particolare attenzione al soddisfacimento di un’educazione di qualità anche per le categorie più svantaggiate”.

Ad oggi ottimi passi avanti sono stati fatti. Un esempio conclamato è rappresentato dai Paesi del Sud del mondo. Molti di loro si sono impegnati con risorse effettive e nell’ambito di una delle ultime conferenze internazionali, è stato verificato che hanno raggiunto e superato l’obiettivo. “Questi paesi sono quelli con maggiore difficoltà e hanno almeno promesso risorse sufficienti per l’educazione, in particolare per quella primaria”.

Molto è stato fatto ma altrettanto c’è ancora da fare per un futuro di garanzia del diritto all’istruzione che ormai non riguarda più solo i paesi poveri ma coinvolge tutti gli Stati. “Su molti obiettivi bisognerà lavorare con i rispettivi governi e in tema di educazione c’è parecchio da lavorare anche in Italia”, conclude Anna Rita De Bellis.

Paola Longobardi

 

 

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