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Cibo come diritto umano fondamentale. Presentata la Carta di Milano

Partire dall’infanzia per promuovere la lotta alla fame nel mondo. Educazione, garanzia di accesso e cibo come valore sociale e culturale, non come strumento di politica. I punti fondamentali della Carta sul diritto al cibo.

Si chiama Carta di Milano ed è il documento che dichiara il diritto al cibo come diritto umano fondamentale. È stato presentato ufficialmente ieri e sarà possibile sottoscriverlo durante tutti i sei mesi dell’Expo 2015, ormai alle porte. Una carta per l’assunzione di impegni precisi che solamente con il sostegno delle istituzioni e imprese nazionali e internazionali, consentirà di vincere una delle più grandi sfide del mondo: combattere la denutrizione, la malnutrizione e lo spreco, promuovere un equo accesso alle risorse naturali, garantire una gestione sostenibile dei processi produttivi.

Una presa di coscienza della responsabilità che le generazioni attuali hanno in tema di garanzia e tutela del diritto al cibo, soprattutto per quelle future. L’impegno che si assumono i firmatari, è quello di “sollecitare decisioni politiche che consentano il raggiungimento dell’obiettivo fondamentale di garantire un equo accesso al cibo per tutti”.

Cibo come valore sociale e culturale, non come strumento di pressione politica ed economica. Cibo come elemento di qualità per una vita sana e attraverso una corretta educazione alimentare, partendo proprio dall’infanzia, è possibile promuovere uno stile di vita sano, sia nell’ambiente familiare che per una crescita più consapevole delle nuove generazioni. E ancora, il documento menziona la lotta allo spreco e il rispetto della terra e del mare, nonché della biodiversità; ricerca e innovazione, riconoscimento del lavoro regolare e del ruolo delle donne, lotta al lavoro minorile nei campi. Azioni demandate ai governi ma che attraverso l’insegnamento ai bambini può portare buoni frutti, soprattutto nell’ambito della raccolta differenziata e del rispetto dell’ambiente.

Una denuncia sulle diseguaglianze nelle possibilità di accesso al cibo, sono infatti circa 800 milioni le persone che soffrono di fame cronica, più di 2miliardi quelle malnutrite o che soffrono di carenze di vitamine e minerali e altrettante le persone in sovrappeso o che afflitte dall’obesità, senza trascurare i 160 milioni di bambini malnutriti e con crescita ritardata. Eppure, sono 1,3 miliardi le tonnellate di cibo che ogni anno vengono sprecate e fanno della lotta alla fame una delle maggiori sfide dell’umanità unita a quella della tutela ambientale in favore delle generazioni future.

Generazioni che attraverso l’educazione impareranno a trattare meglio le risorse a disposizione e che attraverso una scelta consapevole avranno la possibilità di vedere ridotta la fame nel mondo e lo sfruttamento che oggi coinvolge milioni di minori nella produzione della filiera alimentare.

Paola Longobardi

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