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Cooperazione sanitaria internazionale, l’esperienza dell’Istituto Pediatrico di Genova

Da cinque anni porta avanti progetti di assistenza sanitaria in paesi in difficoltà. Ne parla a Piattaforma Infanzia il direttore del Gaslini, Paolo Petralia.

È stato siglato pochi giorni fa un accordo di collaborazione sanitaria tra l’ospedale pediatrico Gaslini di Genova e il Bechir Hamza di Tunisi, l’unico ospedale pediatrico della Tunisia che riceve pazienti dalle diverse città del Paese. L’obiettivo è quello di contribuire alla formazione clinica, all’acquisizione e al perfezionamento delle tecniche mediche e infermieristiche dell’ospedale tunisino.

Una cooperazione sanitaria internazionale che si aggiunge a diversi progetti analoghi avviati nel corso degli ultimi cinque anni dall’Istituto pediatrico Gaslini in altri paesi dell’area mediterranea. “Numerose relazioni internazionali costruite principalmente su tre livelli: una collaborazione tra pari con i principali children hospital internazionali all’interno dei quali costruire partnership di tipo chimico, scientifico, assistenziale e organizzativo. Ci scambiamo professionisti e partecipiamo a progetti di per il miglioramento dell’assistenza sanitaria pediatrica su tematiche di avanguardia”, dichiara a Piattaforma Infanzia il direttore dell’Istituto, il dottor Paolo Petralia.

La seconda linea dove si colloca anche la collaborazione con Tunisi, è una linea di cooperazione internazionale con paesi o emergenti o con problematiche particolari con le quali costruire rapporti per incentivare la loro crescita e allo stesso tempo ridurre il trasferimento di bambini”. Infatti, specifica il direttore del Gaslini, curare i bambini nel proprio paese è sicuramente una modalità di intervento migliore per affrontare la malattia e le conseguenze, riducendo in questo modo lo stress dei piccoli malati e allo stesso tempo aumentare le capacità professionali del personale medico e infermieristico del posto. “Il terzo livello di collaborazione prevede l’aiuto umanitario attraverso il sostegno con la telemedicina”, quest’ultima infatti, permette di esprimere pareri medici di specialisti che a distanza analizzano referti attraverso l’informatica. “Nella collaborazione internazionale il teleconsulto consiste nello scambio di immagini e analisi che con la ‘second opinion’ permettono di avere una diagnosi più completa”, dichiara Petralia.

Le patologie più frequenti sono quelle locali, tipiche di comunità chiuse e che si sono tramandate geneticamente, “ma non sono queste che caratterizzano la collaborazione. Noi lavoriamo su quelle aree che necessitano di sviluppo: la cardiochirurgia che nel nostro paese è consolidata ma nei paesi emergenti no”. Quindi, trapianti di midollo per malati di leucemia così come interventi di diagnostica prenatale. “Macro settori che in Italia hanno consolidato un certo tipo di risultati e che necessitano di sviluppo anche in altri paesi”. Tantissime le iniziative già avviate, quella di Tunisi è solo l’ultima di una lunga serie di Convezioni bilaterali, volte al miglioramento delle cure mediche pediatriche in paesi in difficoltà. Oltre all’area mediterranea, infatti, il direttore del Gaslini di Genova, ci illustra attività svolte anche in Marocco, Algeria, Palestina e nei Balcani. Tutte collaborazioni avviate direttamente con gli ospedali o con i ministeri della salute locali. “Fra qualche giorno verrà il ministro della sanità del Kosovo per una collaborazione da avviare anche lì e che ci fa capire quanto sia importante una cooperazione di questo genere e che la richiesta di assistenza pediatrica è continua”, conclude Paolo Petralia. Un cammino in evoluzione che grazie alla tecnologia di avanguardia, permette a migliaia di bambini un’assistenza sanitaria adeguata.

Paola Longobardi

 

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