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Costa d’Avorio: sacrifici di bambini per scopi religiosi

Giunge dall’Africa questa notizia sconvolgente. Una richiesta di aiuto attraverso un vero e proprio appello per la pace.

Un appello per la pace e per la stabilità arriva direttamente dalla Costa D’Avorio. Una lettera a firma congiunta dalla comunità di vescovi e arcivescovi, che denunciano i mali che affliggono da decenni il paese africano.

La ricerca del denaro facile e la corruzione coinvolgono giovani e meno giovani in un circuito di criminalità con drammatiche conseguenze per i più vulnerabili.

La società ivoriana è malata spiritualmente e moralmente. Le diverse situazioni che ci troviamo ad affrontare richiedono una mobilitazione concreta per la dimensione delle gravità del momento”. Queste le parole scritte in una lettera che Piattaforma Infanzia ha ricevuto direttamente dalla Costa D’Avorio.

Parole che descrivono le atrocità che diversi bambini stanno vivendo. Infatti, nell’ultimo periodo, sono ripresi i sacrifici umani e troppi bambini sono a rischio rapimenti per essere immolati agli dei antenati.

Un fenomeno, questo, che trova spazio nella cultura più retrograda del paese, attraverso riti profetici per la richiesta di successi di ogni genere resi possibili bevendo il sangue di chi viene immolato. È una ritualità molto frequente durante le elezioni politiche. Ma questo non è periodo elettorale.

Siamo molto preoccupate per la situazione e soprattutto per la sorte dei nostri bambini”, dichiara suor Giulietta, portavoce della Onlus Caritas Testimonium Servitium che ha contattato Piattaforma Infanzia per denunciare il clima di terrore in cui sono costretti a vivere tutti i bambini e le famiglie che assistono.

I rapimenti di cui sono vittime i bambini avvengono fuori le scuole. Questi criminali si appostano all’uscita dell’orario delle lezioni e rapiscono bambini piccoli per immolarli e richiedere servigi particolari agli antenati”. Come accaduto ad uno loro, il cui racconto ci arriva via telefono direttamente dall’Africa. “Questo ragazzino è stato prelevato, incappucciato e denudato, portato in un bosco e pronto per essere sacrificato. Ma qualcosa ha bloccato i carnefici che davanti a lui, sotto shock, hanno discusso sul fatto che fosse troppo grande”. Infatti, i prescelti per questi sacrifici disumani, sono i bambini in tenera età, gli adolescenti sembrano non soddisfare le loro esigenze. “Alla fine lo hanno liberato e lui è corso nudo in cerca di aiuto. Adesso è completamente traumatizzato dall’esperienza vissuta e come lui anche la sua famiglia”, racconta ancora suor Giulietta.

Quello che stanno vivendo è un clima di terrore generale a cui si aggiungono gli ordinari problemi che da troppo tempo affliggono il paese. Ogni giorno, infatti, i bambini combattono una durissima lotta contro la malnutrizione, contro la mancanza d’acqua e per aver garantito il diritto all’istruzione.

Chiediamo con forza a tutti gli abitanti di questo paese e soprattutto ai governanti, leader politici, leader religiosi, famiglie, capi tradizionali e ai giovani, di assumersi rispettivamente la responsabilità e la presa di coscienza di questi orrori e il terrore che questi stessi provocano”, conclude l’appello per la pace.

Una richiesta di aiuto concreto che noi di Piattaforma Infanzia abbiamo cercato di realizzare con in nostri mezzi: attraverso la diffusione di notizie e informazioni volte a sensibilizzare chi di dovere, per migliorare, laddove è possibile, la condizione di vita dei bambini ivoriani.

Paola Longobardi

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