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Dall’inferno di Yarmouk gli appelli delle organizzazioni umanitarie

Corridoi umanitari e protezione dei civili, questo gridano le ong, mentre la Cooperazione italiana stanzia 1,5 milioni per le attività di Unrwa e Unicef a sostegno dei bambini.

Un appello al Governo italiano attraverso l’organizzazione umanitaria Terre des Hommes, che insieme alla piattaforma delle ONG italiane in Medio Oriente e nel Mediterraneo, in tutto 40, chiede un intervento politico urgente con le Parti interessate nelle zone di conflitto, per sostenere gli sforzi di Unrwa, organizzazione delle Nazioni Unite per la protezione dei rifugiati palestinesi, con l’obiettivo di ottenere una sospensione delle azioni militari che permetta l’evacuazione dei civili e la fornitura dell’assistenza medica e alimentare necessaria. All’indomani di questo appello, arriva l’annuncio della Cooperazione Italiana che ha deciso di intervenire immediatamente per il sostegno della popolazione assediata nel campo di Yarmouk, alla periferia di Damasco.

Un piano umanitario che prevede lo stanziamento di 1,5 milioni di euro destinato oltre che all’Urnwa, anche all’Unicef, affinché incrementi gli aiuti per i bambini. Vittime dell’aggressione da parte delle milizie jihadiste, all’interno del campo di Yarmouk, ci sono circa 3.500 bambini che potranno quindi usufruire di un maggiore sostentamento umanitario e di assistenza psicologica. Le condizioni di vita al momento sono terrificanti e le notizie che ci arrivano dal posto non danno conforto. I bambini versano in condizioni materiali e di sicurezza estremamente precarie alla periferia di Damasco e persino la distribuzione del cibo risulta difficile, per non parlare dell’accesso all’acqua potabile e ai servizi di assistenza sanitaria.

Si tratta di un investimento di emergenza”, ha dichiarato il ministro Gentiloni, “perché forse anche con un intervento limitato si può dare un contributo concreto in un settore particolarmente sensibile come quello dei bambini in questo momento. Bisogna intervenire rapidamente creando dei corridoi umanitari che consentano al momento di limitare i danni a Yarmouk”.

La gente è rinchiusa in casa, e i combattimenti infuriano per le strade. Tutto questo deve finire e i civili devono essere evacuati”, sono le parole di Chris Gunnes, portavoce di Unrwa. “I rifugiati nel campo sopravvivono con razioni di cibo di 400 calorie al giorno, meno di un quarto di quanto sarebbe indispensabile secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità”, sottolinea invece Pierre Krahenbuhl, Commissario Generale Unrwa, in una informativa al Consiglio di Sicurezza, sottolineando come la situazione sia “al di là del disumano”.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha chiesto che sia consentito l’accesso alle agenzie umanitarie e l’ambasciatrice giordana Dina Kawar, a nome di tutti i membri del Consiglio, ha chiesto “che venga fornita protezione ai civili nel campo e che venga assicurato l’accesso umanitario all’area” e permettere ai civili che lo vogliano di fuggire dall’inferno di Yarmouk, dove le morti sono già migliaia.

Paola Longobardi

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