News

Diritto all’istruzione: negato a 63 milioni di bambini nel mondo

E’ quanto emerge dal rapporto diffuso dall’Unesco e dall’Unicef al Education World Forum di Londra. Maggiori le difficoltà per i minori che vivono in zone di conflitto.

“Gli Stati riconoscono che tutti i bambini hanno il diritto di ricevere un’istruzione. Per garantire tale diritto, l’istruzione primaria deve essere obbligatoria e gratuita per tutti. Gli Stati quindi devono controllare che tutti i bambini frequentino la scuola e devono aiutare le famiglie per permettere ai bambini di continuare gli studi anche dopo la scuola primaria”. A stabilirlo è l’articolo 28 della Convenzione dell’Onu sui Diritti dell’infanzia. Eppure, stando ai dati pubblicati dal nuovo rapporto dell’Istituto per le Statistiche dell’Unesco e dell’Unicef, a circa 63 milioni di adolescenti tra i 12 a 15 anni viene negato il diritto all’istruzione. Lanciato oggi in occasione dell’Education World Forum di Londra, all’interno del documento, leggiamo che nel mondo un adolescente su 5 non va a scuola, rispetto ad 1 bambino su 11 in età di scuola primaria. Il rapporto afferma anche che, per i bambini che crescono, aumenta il rischio di non iniziare la scuola o di abbandonarla.

Nonostante le promesse della Comunità Internazionale per il raggiungimento di un livello di scolarizzazione per tutti entro il 2015, sono 121 milioni i bambini e adolescenti che non hanno mai iniziato la scuola o l’hanno abbandonata. Ad essere più colpiti sono i minori che vivono in zone di conflitto, quelli che lavorano e quelli che si trovano ad affrontare discriminazioni su base etnica. Il Direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova, dichiara che gli strumenti attuali “non sono sufficienti per raggiungere i bambini più svantaggiati”. C’è dunque la necessità di realizzare interventi mirati “per raggiungere le famiglie sfollate a causa dei conflitti, le ragazze costrette a rimanere a casa, i bambini con disabilità e i milioni costretti a lavorare. Ma queste politiche hanno un costo”. L’intento è dunque quello di fare un appello per la mobilitazione delle risorse necessarie a garantire l’istruzione di base per ogni bambino. Se si continua con le attuali procedure, è probabile che 25 milioni di bambini – 15 milioni di bambine e 10 milioni di ragazzi – non avranno mai accesso all’istruzione. “Per realizzare la promessa dell’istruzione universale per ogni bambino, abbiamo bisogno di un impegno globale per investire in tre aree: aumentare il numero di bambini nella scuola primaria; aiutare più bambini – soprattutto le femmine – a proseguire la scuola frequentando la quella secondaria; migliorare la qualità dell’apprendimento che ricevono”, lo dichiara il Direttore generale dell’Unicef, Anthony Lake.

L’Eritrea e la Liberia sono i paesi in cui il tasso dell’abbandono scolastico è più alto. Qui il 66% e il 59% dei bambini non frequentano la scuola primaria. Mentre in Pakistan, il 58% delle adolescenti di età compresa tra i 12 e i 15 anni non vanno a scuola, rispetto al 49% dei ragazzi. Purtroppo, ad incidere su queste percentuali, è anche il tasso di povertà. La condizione di forte disagio economico, impedisce a milioni di bambini nel mondo il diritto all’istruzione. Così accade in Nigeria, dove i due terzi dei bambini delle famiglie più povere non vanno a scuola e quasi il 90% di loro probabilmente non avrà mai questa possibilità. Secondo gli Istituti che hanno svolto la ricerca, sono necessarie nuove politiche incentrate sui minori che vivono ai margini della società globale ma per realizzare ciò, bisogna avere informazioni dettagliate e il più delle volte, l’accesso alle realtà disagiate, risulta difficile e molti bambini rimangono invisibili. Come accade ai minori con disabilità.

Paola Longobardi

Indietro
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK