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Educazione e istruzione per un futuro consapevole

Si è concluso il Progetto EDUCA, svolto contemporaneamente in Italia Mozambico e Brasile. Attività di istruzione hanno coinvolto diversi attori delle comunità locali, tutte insieme per un unico obiettivo: educare i bambini per costruire un futuro migliore.

L’educazione è un valore fondamentale ed una responsabilità della comunità”, lo ha dichiarato a Piattaforma Infanzia Marianna Roscelli, referente del progetto EDUCA, ‘Education for development: upgrade children in action’, che dopo tre anni di attività nazionale ed internazionale si è concluso. Volto a migliorare gli standard di vita e l’inclusione sociale delle comunità in Mozambico e in Brasile concentrandosi sull’educazione dei bambini dai 3 ai 14 anni, EDUCA ha sostenuto azioni volte a promuovere la responsabilità degli attori sociali, mirando al rafforzamento della capacità dei processi di costruzione, basati su scambi di esperienze sia a livello locale e transnazionale, rafforzando il ruolo e le competenze degli attori locali. “Attraverso la costruzione di partnership internazionali si è inteso dare maggiore consapevolezza del ruolo chiave che hanno le Autorità Locali in materia di istruzione come un compito multidisciplinare”, continua Marianna Roscelli, evidenziando come le politiche educative dovrebbe essere una responsabilità della comunità e sono proprio queste ultime a dover riconoscere la loro responsabilità verso i bambini e il loro diritto ad essere considerati sin dalla nascita come ‘cittadini competenti’. Le comunità interessate sono state la municipalità di Pemba, in Mozambico, Belo Horizonte, in Brasile, ed il Comune di Reggio Emilia in Italia. Tra i partner, il Comune di Reggio Emilia, Reggio Children e GVC – Gruppo di volontariato Civile. Una vera e propria task force di cooperazione con un unico obiettivo: quello di garantire l’istruzione a tanti bambini come lotta alla povertà e per la costruzione di un futuro migliore.

Il bambino è il centro fondamentale e se non si fa educazione sul bambino non si riesce a generare neanche un individuo pensante nel futuro”, afferma la referente del progetto, che ci descrive come le attività puntassero al coinvolgimento non sono dei bambini, ma anche delle famiglie e delle amministrazioni locali. “In parti del mondo più svantaggiate, purtroppo il tasso di abbandono scolastico è alto. Ci sono stati casi di bambini che si presentavano a scuola solo per qualche giorno, facendo lunghe assenze causate dall’obbligo al lavoro da parte delle famiglie stesse”. Per questo coinvolgere su più fronti le varie realtà locali, è stato uno degli elementi di forza del progetto. Con la partecipazione di pescatori, cantastorie, artisti e varie figure diverse non strettamente legate all’istruzione ma comunque facenti parte delle comunità locali, si è cercato di allargare i percorsi educativi arricchendo anche i curricula degli insegnanti. Tutto questo a seguito di un’attenta analisi del territorio che ha fatto di queste attività l’esclusiva del progetto formativo dei bambini e allo stesso tempo degli insegnanti. C’è stato, quindi, l’inserimento di figure specifiche che avviassero ad una eventuale professione futura i bambini. Così, durante l’orario scolastico, gli studenti hanno avuto anche la possibilità di imparare un mestiere e svolta durante l’orario scolastico, questa attività, si è dimostrata in alcuni casi come deterrente all’abbandono scolastico.

Insomma, ancora una volta la scuola è il seme del cambiamento sociale, quel seme che fiorisce e permette ad ogni bambino di costruirsi il proprio futuro in modo consapevole.

Paola Longobardi

 

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