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Emergenza acqua in Pakistan

Uno stato sempre alla prova, dove tra calamità naturali e tragedie umane, rimettersi in piedi è sempre più difficile.

Un paese sempre in emergenza. Si passa dallo stato di allarme per il terrorismo a quello relativo alla mancanza d’acqua. Dalla condizione di povertà alla violazione dei diritti.

Il Pakistan desta sempre preoccupazioni e negli ultimi tempi le problematiche sono talmente aumentate tanto da temere sempre di più per l’acqua. In alcune zone infatti, l’accesso è impossibile mettendo in difficoltà gli abitanti dei villaggi, compresi i bambini.

Oltre ad essere elemento fondamentale per la sopravvivenza, l’acqua è necessaria anche nel settore sanitario e scarseggiando, scarseggiano di conseguenza anche le condizioni igieniche, cure sanitarie e alimenti.

Per capire meglio la situazione dei bambini in alcune zone del paese, abbiamo contattato Giuseppe Solfrini, capo progetto dell’organizzazione Alisei in Pakistan.

Il Pakistan ha subito e subisce diverse difficoltà. Già’ con il terremoto ci siamo occupati della ricostruzione di strutture educative e con la attuale crisi relativa ai rifugiati afghani, ci siamo impegnati alla riabilitazione di strutture sanitarie ed educative”, dichiara Solfrini a Piattaforma Infanzia. “Le problematiche riguardanti l’acqua rimangono serie. In quasi tutte le strutture educative pubbliche non esistono impianti di distribuzione idrica e i bagni sono spesso insufficienti o inutilizzabili”.

Per questo motivo, qualsiasi iniziativa che consista in campagne di comunicazione ed educazione sanitaria, è destinata a fallire. “Le falde acquifere sono spesso inquinate e le malattie gastrointestinali ormai diffusissime, come ad esempio la salmonellosi, tifoidee. A farne le spese sono i bimbi naturalmente”, ma non solo. II Pakistan, infatti, rimane il paese con gli indici di morte post parto più alti del mondo e anche la mortalità infantile legate al problema riguardante l’acqua potabile rimane una problema molto serio. La situazione varia molto da zona a zona e questo è legato all’estrema varietà climatica del paese.

La situazione è ancora più drammatica nei campi di rifugiati afghani dove la disponibilità di acqua potabile è totalmente al di sotto delle necessità. Per assurdo, in un paese dove di acqua ce n’è in abbondanza questa rimane un problema prioritario”, conclude Giuseppe Solfrini.

  Paola Longobardi

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