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Favorire lo studio di ragazzi adottati. Ecco le linee guida in Italia

Emanato un documento per agevolare l’inserimento scolastico di bambini in adozione a famiglie italiane. Buone prassi per un percorso di accoglienza e collaborazione tra studenti, genitori e docenti.

Diffuso dal Ministero dell’istruzione con la firma del ministro Stefania Giannini, arrivano in Italia le linee guida per favorire il diritto allo studio di studenti adottati. Diverse le criticità che devono saper affrontare i bambini che arrivano in Italia e che si trovano a confronto diretto con il nostro sistema scolastico. Altrettanto delicata la posizione dei genitori adottivi che devono saper gestire una nuova situazione. Per questo, sono state individuate alcune buone prassi che se applicate possono migliorare l’accoglienza e la successiva stabilizzazione del minore. “La realtà dell’adozione è, da tempo, ampiamente diffusa nella nostra società e chiaro è il suo valore quale strumento a favore dell’Infanzia e come contribuisca alla crescita culturale e sociale del nostro Paese. In Italia, soltanto nel periodo 2010-2013, sono stati adottati circa 14.000 bambini con l’adozione internazionale e oltre 4000 con quella nazionale. Conseguentemente, anche la presenza dei minori adottati nelle scuole italiane è divenuta un fenomeno quantitativamente rilevante. In molti casi, inoltre, soprattutto per i bambini adottati internazionalmente, il tema del confronto con il mondo della scuola si pone in maniera urgente perché molti di loro vengono adottati in età scolare o comunque prossima ai 6 anni”. Proprio per questo, spesso, molti bambini adottati risultano inizialmente vulnerabili e necessitano di essere accompagnati nel percorso di inserimento. Queste linee guida si pongono, quindi, come strumento di supporto per insegnati, genitori e operatori scolastici, al fine di garantire il miglior accesso possibile al sistema da parte del bambino.

Di fronte alla moltitudine di esperienze vissute dai minori stranieri adottati, che siano favorevoli o sfavorevoli, tutti hanno comunque subito il distacco dai genitori di nascita e dal proprio ambiente culturale. Si trovano ad affrontare diversi ostacoli, tra cui quello della lingua. Un nuovo inizio, il più delle volte drastico, li vede protagonisti di una storia ancora da scrivere: la loro nuova esistenza, diversa e ormai lontana dal bagaglio che fino ad allora hanno portato sulle loro spalle.

Tra le aree critiche descritte in questo documento, vengono evidenziate in particolare quelle legate alla difficoltà di apprendimento, quelle psico-emotive, quelle collegate alla scolarizzazione nei paesi di origine oltre alla criticità che interessa l’età presunta e l’identità etnica. Dopo un excursus amministrativo/burocratico, le linee guida affrontano il momento dell’accoglienza e del primo ingresso come fondamentali per il benessere scolastico di ogni bambino e definiscono come “la buona accoglienza può svolgere un’azione preventiva rispetto all’eventuale disagio nelle tappe successive del percorso scolastico”.

Viene data rilevanza anche al rapporto tra genitori e docenti. Importante la collaborazione reciproca fornendo alla scuola “le informazioni necessarie a una conoscenza del minore al fine di garantirne un positivo inserimento scolastico e nel caso di minori già scolarizzati, raccogliere e comunicare, ove possibile, tutte le informazioni disponibili sul percorso scolastico pregresso, (…)”.

Ma non finisce qui. Il ministro, infatti, dichiara che il “il MIUR predisporrà una specifica sezione all’interno del proprio sito internet per la segnalazione e divulgazione di contributi scientifici e metodologico-didattici sul tema e per la condivisione delle buone prassi didattico-educative realizzate dalle scuole”. Insomma, in un sistema scolastico che ha diverse falle al proprio interno e che non sempre sembra mettere in prima linea il minore e le tutele ad esso riservate, il fatto che sia stato prodotto un documento del genere fa pensare che non è poi così semplice essere un minore straniero in Italia, adottato o non.

Paola Longobardi

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