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Flying Angels e i voli della speranza

Curare i bambini che non hanno alternative e possibilità. Flying Angels è la prima Fondazione che lavora per aiutare altre associazioni a salvare bambini. Organizzano i voli della speranza provvedendo alle spese aeree e di espatrio.

È il tour operator della vita. Una onlus che ha reso possibile le cure a centinaia di bambini in emergenza. Stiamo parlando di Flying Angels Foundation, una realtà tutta italiana e in espansione che dedica la propria opera di soccorso per organizzare voli della speranza e salvare le vite di bambini che non hanno facilmente accesso alle cure mediche adeguate. “Flying Angels opera prevalentemente attraverso due strumenti, l’acquisto di biglietti aerei e la realizzazione delle pratiche burocratiche per l’espatrio. Mettiamo a disposizione biglietti aerei gratuiti per bambini in gravi condizioni di salute, per l’accompagnatore, oppure per lo staff medico”. Sono le parole del Segretario Generale, Marzio Villari, rilasciate a Piattaforma Infanzia.
Ad ogni biglietto corrisponde un bambino che può essere curato solo con le attrezzature adatte e nelle strutture sanitarie preposte. Attraverso la donazione di associazioni, enti o privati, la Onlus realizza concretamente l’azione più straordinaria che si possa compiere per un bambino: salvargli la vita.

Unica nel suo genere, possiamo affermare che per la prima volta un’organizzazione benefica lavora esclusivamente per procurare voli aerei e per ottenere rapidamente visti e documenti necessari, affinché i bambini malati possano entrare o uscire da un qualsiasi paese, per ricevere le cure appropriate.

Ci occupiamo di bambini fino ai 18 anni, in stato di emergenza, affetti da patologie gravi che rischiano la vita o la cui qualità di vita futura sarebbe compromessa”, continua Marzio Villari, che ci racconta che la loro opera di soccorso non bada ai confini. “Il nostro principio guida è quello dell’uguaglianza che ha già permesso alla Fondazione di portare il suo aiuto in ben 53 Paesi del mondo. Ogni paese racconta storie diverse, in alcune sono i bimbi a partire insieme a un accompagnatore per essere curati, in altre invece sono i medici a raggiungerli nei paesi di origine”. Zimbabwe, Ucraina, Kirghizistan, Afghanistan, Etiopia, Romania, Nicaragua, Iraq, Uganda, Albania, Libano e Italia, sono solo alcuni dei Paesi in cui gli ‘angeli del volo’ sono intervenuti in favore dei bambini.

Ma come opera effettivamente Flying Angels? “Operiamo in collaborazione con altre associazioni umanitarie internazionali e locali, che, a loro volta forniscono il supporto sanitario e ci segnalano i bambini bisognosi di cure immediate”. A questo punto arriva la segnalazione direttamente agli uffici di Flying Angels, che si adopera immediatamente per individuare un ospedale di un altro paese pronto ad accogliere il bimbo, garantendo la copertura finanziaria per le spese mediche e la permanenza dell’accompagnatore, oltre al biglietto aereo per il trasporto del piccolo e del suo familiare. Il tutto dopo l’attenta verifica e certificazione dell’urgenza e della necessità.

Dal 2012, anno di nascita della Fondazione, ad oggi, sono 570 le piccole vite salvate, 1.454.924 le miglia volate. Voli della speranza che oltre a garantire una possibilità di sopravvivenza e cura ai bambini nel mondo, genera valori importanti. “Non riesco a capire come, voi che non mi conoscete, mi abbiate salvato la vita pagando l’aereo che altrimenti non avrei mai potuto prendere. Ma io voglio la fare la stessa cosa. Voglio aiutare qualcuno che non conosco e salvargli la vita come voi avete fatto con me”. Sono le parole che un bambino di 12 anni ha rivolto agli operatori della Fondazione e che Marzio Villari ci riferisce con commozione. Parole che fanno riflettere e che certamente saranno generatrici di altre azioni di solidarietà verso il prossimo.

Paola Longobardi

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