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Freddo e maltempo in Medioriente. È emergenza per i bambini dei campi profughi

Difficili le condizioni di vita dei minori, alcuni deceduti per assideramento. L’Unicef stanzia 11,5 milioni di dollari per superare l’inverno.

Un’ondata eccezionale di maltempo ha colpito il Medioriente. Abbondanti nevicate a Betlemme e Gerusalemme, pioggia e freddo anche nella Striscia di Gaza e in Siria, dove alcuni bambini sono morti di freddo. Case inondate dalle forti piogge e previsione di un ulteriore abbassamento delle temperature. Undici le persone che hanno perso la vita nelle zone controllate dall’opposizione in Siria, tra cui sette bambini. A riferirlo è l’Osservatorio siriano per i diritti umani che denuncia le cattive condizioni di salute e la mancanza di riscaldamento.

Anche in Libano, Giordania, Turchia e Kurdistan iracheno, si teme per le centinaia di migliaia di profughi, costretti a vivere nelle tende, dove non si riesce a mantenere un ambiente sempre caldo e dove spesso, con le piogge, il fango abbraccia i teloni delle tende causandone uno sprofondamento.

Questa terribile ondata di freddo è cominciata qualche settimana fa ma sembra proprio non cessare e le condizioni di vita dei bambini si fanno sempre più delicate.

A Gaza, a rendere tutto ancora più difficile, è la presenza della corrente elettrica solo in alcune ore del giorno. Così, scaldarsi diventa un’impresa eccezionale. E proprio per riscaldare migliaia di piccoli bambini, nella Striscia, ai confini libanesi con la Siria e ai confini giordani, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia ha annunciato che stanzierà 11,5 milioni di dollari per aiutare i minori siriani, libanesi e palestinesi a superare il rigido inverno di quest’anno.

Sono 75.000 i bambini che aiutati fino ad ora e che vivono nelle aree dove le condizioni climatiche sono più difficili. Numerosi coloro che soffrono di problemi di salute a causa delle rigide temperature. Tra gli aiuti distribuiti, kit di abbigliamento invernale per i più piccoli, coperte, vestiti per le donne, teloni e biscotti ad alto valore energetico.

Sono oltre tre milioni i profughi siriani e quasi la metà di loro ha trovato rifugio in Libano, ma le loro condizioni, e in particolare quelle dei bambini, sono disastrose, a causa di uno scarso sistema sanitario, scarsa preparazione strutturale nell’accoglienza a cui si aggiunge anche una situazione economica del paese piuttosto disastrosa.

Paola Longobardi

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