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Garante Infanzia: sul gioco d’azzardo necessaria normativa

La pubblicità televisiva e la facilità di accesso al gioco in Italia, mettono a rischio un gran numero di minori. Un fenomeno in crescita anche in Europa.

E’ allarme ludopatia per i minori. Sono sempre di più, infatti, gli adolescenti che giocano d’azzardo e secondo l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Vincenzo Spadafora, è necessario intervenire da un punto di vista normativo.

Secondo i dati raccolti tra novembre e dicembre 2014, a cura del Centro ascolto della Casa del Giovane di Pavia, su un campione di 1520 studenti delle scuole superiori, di cui l’80% minorenni, emerge che il 67% di loro, tra le motivazioni che spingono al gioco, c’è la volontà di arricchirsi, il 16% lo fa per il gusto della sfida, il 15% per passatempo o noia, mentre il 2% per conformità agli altri.

Per Spadafora, il rischio di esposizione dei minori al gioco d’azzardo, deriva soprattutto dalla pubblicità televisiva. A confermare questo ci sono anche i dati. Infatti, il 32% dei giovani intervistati, dichiara di essere venuto a conoscenza di giochi del genere dai media, il 23%, invece, dalla frequentazione di bar e locali, l’11% via internet.

“Intervenire da un punto di vista normativo, dunque, oltre che raccomandabile, diventa urgente, se non altro in termini di prevenzione e sensibilizzazione. Sul fronte della pubblicità televisiva siamo convinti che debba essere regolamentata la trasmissione di spot, vigilando sul rispetto delle fasce di protezione previste per il pubblico di minore età”, dichiara il Garante all’agenzia di stampa Il Velino. Se per la televisione è possibile dunque intervenire e porre dei limiti ben delineati, per il web la questione si fa più complicata. Per questo mezzo, infatti, il divieto diventa un obiettivo difficile da raggiungere.

Fondamentale è prevenire e sensibilizzare, con il fine di “rafforzare gli strumenti di tutela a favore dei minorenni e responsabilizzare gli operatori della comunicazione. I rischi di una sovraesposizione ai messaggi pubblicitari ci sono, la tv resta il loro principale canale di conoscenza, anche se con un crescente ruolo del web, dei social network e dei siti sportivi”. Tra i rischi maggiori, quindi, la pubblicità, unità alla facilità di accesso ai luoghi di gioco.

Il fenomeno preoccupa anche l’Europa e risulta in crescita, tanto che qualche mese fa, la Commissione Europea ha adottato una Raccomandazione sui servizi di gioco d’azzardo online, riferendo la particolare attenzione che meritano i minori sui rischi della dipendenza e l’importanza di garanzie per l’inaccessibilità agli strumenti di gioco, riducendo, di conseguenza, le occasioni di contatto.

Paola Longobardi

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