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Giornata contro la pedofilia

“Pensare a circa 600mila file che ritraggono centinaia di migliaia di vittime innocenti, non basta per definire la pedofilia un crimine contro l’umanità?”, lo dichiara a Piattaforma Infanzia Don Fortunato, Presidente dell’associazione Meter Onlus, da 20 anni in prima linea per la lotta contro la pedofilia.

A pochi giorni dalla Giornata dei Bambini Vittime, un’altra celebrazione importante ricorre oggi, ovvero quella contro la pedofilia.

Piaga sociale che vede coinvolti troppi bambini sia in Italia che nel mondo, la lotta alla pedofilia e alla violenza in generale sui bambini, vede in prima linea enti e associazioni unite con l’unico obiettivo: difendere e tutelare l’infanzia e l’adolescenza. “È necessario uno straordinario impegno culturale per contrastare fenomeni di omertà, di passiva accettazione, di indifferenza”, sono le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sottolinea come “la difesa dei minori rappresenta uno dei principali termometri del livello di civiltà e delle conquiste sociali conseguite da un Paese”. Mantenere sempre acceso e vivo l’interesse dell’opinione pubblica su questo problema che coinvolge la nostra società, è l’intento dell’istituzione di questa giornata, voluta da Luca Barbareschi, attore e parlamentare, che lotta in prima linea con la sua Fondazione in difesa dell’infanzia violata.

Piattaforma Infanzia ha raggiunto Don Fortunato Di Noto, Presidente associazione Meter Onlus, specializzata nella lotta alla pedofilia. “In Italia, Meter e numerosissime realtà associative ed enti istituzionali – religiosi e civili hanno espresso per la XIX Giornata Bambini Vittime, contro la pedofilia, non solo un sostegno ma il prosieguo di un cammino che parte da lontano”, ci racconta Don Fortunato.

Ricordo, personalmente e con i volontari Meter, quando alla fine degli anni ‘80 iniziammo l’avventura contro la pedofilia e la pedopornografia eravamo ‘soli’, tutto il resto è venuto fuori lentamente. Pionieri in Italia e all’estero, con una azione concreta crescente contro una delle forme più abiette, crudeli, subdole e profonde dello sfruttamento sessuale che genera la perversione dell’uomo e anche della donna”. Così definisce la pedofilia il Presidente di Meter Onlus, che sottolinea come questa depravazione umana non escluda le donne dal praticarla. “La pedopornografia è la conseguenza visiva che produce una ‘nuova forma di schiavitù’. Se si ricorderà e si agirà contro questo, allora gli appuntamenti sociali, di riflessione, e non di salotto mediatico e spesso sconnessi tra loro, possono diventare occasione di aiuto concreto alle vittime”.

Piattaforma Infanzia ha già affrontato il tema con Don Fortunato, proprio in occasione della pubblicazione del Report 2014, che ha denunciato 600mila foto a oggetto pedopornografico che hanno visto il coinvolgimento di minori dai 3 ai 13 anni. E ancora, 95.882 video e 621 tra foto e video di neonati da 0-3 anni. Un aumento vertiginoso proprio di neonati violati, il 70% degli abusi è avvenuto per mano di donne.

La pedofilia e il perpetuatore di essa, ha bisogno di bambini prepuberi, sotto i 12 anni. Il Pensare a circa 600mila file che ritraggono centinaia di migliaia di vittime innocenti, non basta per definire la pedofilia un crimine contro l’umanità? Lo diciamo da più di 20 anni. E non bastano i 620 neonati coinvolti? Il rischio più grande è la frammentazione delle azioni contro questo crimine e di conseguenza, quando si frantuma si disperde”, prosegue Don Fortunato, dichiarando che Meter continua la sua opera con ‘fatti reali e concreti’, di aiuto sociale e in stretta collaborazione con le forze dell’ordine. Prevenzione e repressione sono le parole chiave contro questo assurdo, disumano, crudele abominio. “Contro chi pensa che la pedofilia è anche ‘un orientamento sessuale’conclude l’espertoNoi guardiamo alla piccole vittime, milioni in tutto il mondo. Troppe per non dare risposte.”

Paola Longobardi

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