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Giornata del bambino africano

Dal 1991 si celebra questa giornata sancita dalle Nazioni Unite. Una data che ricorda una tragedia e che intende porre l’attenzione sulla condizione dei bambini in Africa, affinché nascere in questo paese non sia più una condanna.

È il 16 giugno del 1976 quando a Soweto, in Sudafrica, migliaia di piccoli studenti scendono in piazza per protestare contro la scarsa qualità dell’istruzione per i neri durante l’apartheid. Questa marcia dà origine ad una vera e propria tragedia. Il regime ordina di sparare sui dimostranti, uccidendo centinaia di ragazzi e ragazze. Due settimane di scontri provocano la morte e i ferimenti di altre persone. Dal 1991, in memoria di tutte le vittime, le Nazioni Unite fissano questa data per richiamare l’attenzione sulle condizioni di vita dei bambini e dei ragazzi nel continente.

La Giornata del bambino africano è dunque una commemorazione che da 24 anni viene celebrata per porre l’attenzione sui bambini che vivono in Africa, dove ancora oggi, sono circa 3milioni coloro che muoiono prima del compimento del quinto anno d’età. Tra le cause, anche la malnutrizione, di cui, il 60% dei bambini soffre.

Celebrando la Giornata del bambino africano confermiamo il nostro impegno per contribuire a trasformare radicalmente la vita quotidiana delle giovani generazioni anche nelle aree più svantaggiate dell’Africa”, dichiara il presidente di Green Cross Italia, Elio Pacilio. “I nostri interventi attorno al tema dell’accesso all’acqua potabile legano salute, igiene, alimentazione, educazione. Tra questi ragazzi e ragazze ci sono i dirigenti di domani, che potranno completare un percorso di sviluppo di quei territori, portando beneficio ai loro Paesi e maggiore sicurezza al mondo intero”.

In Costa d’Avorio, Ghana e Senegal Green Cross sta ristrutturando aule, costruendo pozzi, sistemi di raccolta dell’acqua piovana e servizi igienici all’interno di complessi scolastici. Solo in Senegal sono oltre 6.000 gli studenti interessati dagli interventi, come parte di un lavoro duraturo dell’Ong nelle zone rurali dove attualmente i bambini, per cercare acqua, devono percorrere in media 3 chilometri al giorno.

Il diritto all’istruzione è una delle priorità in Africa. Solo garantendo questo, è possibile porre fine allo sfruttamento dei più piccoli, garantendo loro un futuro e un’infanzia degna di essere chiamata tale. Il tutto si traduce nel cercare di rendere praticabili le strutture scolastiche e, in particolare, portando anche i servizi di base all’interno delle stesse. Per questo, Green Cross da alcuni anni porta avanti la campagna ‘Acqua for Life’, supportata da Giorgio Armani. Il risultato? Aver dotato di punti di distribuzione d’acqua potabile alcune scuole.

Acqua, dunque, come sinonimo di vita. Acqua come equivalente di futuro più sostenibile per i bambini. Acqua come lotta alla sopravvivenza. Questo accade in Africa, dove un bene così prezioso e scontato in altre parti del globo, è raro e difficile da raggiungere. Acqua accessibile e pulita, affinché nascere in Africa non debba più essere un condanna per milioni di bambini.

Paola Longobardi

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