News

Giornata internazionale dei bambini scomparsi

In Italia sono 15.117, di cui 13.489 minori stranieri e 1.628 italiani. Cifre elevate ma, nonostante questo, l’Europa taglia i fondi per il numero unico che raccoglie le segnalazioni a livello internazionale.

Nel mondo sono 8 milioni i bambini scomparsi ogni anno. In Europa sono 270mila, uno ogni due minuti”. A dirlo è Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, che questa mattina a Roma ha presentato il convegno ‘Missing Children’s Day’. Una giornata internazionale dedicata ai troppi minori di cui ogni anno se ne perdono le tracce. In Italia i dati sulle sparizioni ancora non sono resi pubblici, ma il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, prefetto Vittorio Piscitelli, ha comunicato i numeri rilevati fino al mese di dicembre 2014: sono 15.117, di cui 13.489 minori stranieri e 1628 italiani. Cifre che comprendono gli anni che vanno dal 1974 fino ai giorni nostri. Tra le cause principali il disagio o le condizioni di povertà familiare, nonché guerre e conflitti.

Una percentuale in crescita che riguarda soprattutto i minori stranieri non accompagnati. “Intervenire nelle prime ore dalla denuncia dell’allontanamento è fondamentale e permette la risoluzione del caso con una percentuale pari al 65%”, dichiara Piscitelli, che evidenzia anche come il problema e la difficoltà di rintraccio emerga quando si tratta di minori stranieri, a causa delle mancata rilevazione dell’identità dei ragazzi. “A causa dell’accordo di Dublino, i ragazzi si sentono costretti a negare la propria identità per tentare di proseguire il viaggio. Se noi li considerassimo come minori prima di tutto e non come richiedenti asilo, probabilmente riusciremo ad avere un approccio differente e faremo capire loro che l’intento non è quello di intralciare il loro progetto migratorio, bensì di aiutarli e allertarli anche dai pericoli a cui vanno incontro”.

Un altro problema legato al rintraccio dei minori che spariscono è quello dell’allarme. In Italia esiste la linea telefonica 116.000, gestita da Telefono Azzurro che ha potuto risolvere diversi casi. Dal 2009, data di avvio, fino ad oggi, la linea ha fatto registrare 610 nuovi casi, 106 i casi relativi al 2014.

La quota maggiore (44,9%) riguarda casi di sottrazione parentale. Il buco nero degli scomparsi italiani in sei anni e quattro mesi riguarda soprattutto i bambini fino a dieci anni (45,7%), mentre è piuttosto bilanciato il genere: il 50,2% sono maschi.

Quello dei bambini scomparsi è un tema europeo, così come la rete di collaborazione che ruota attorno al 116.000. Eppure, il numero unico europeo che raccoglie le segnalazioni di scomparsa e gestito dal nostro paese, ha subito i tagli dei fondi, e l’UE ha deciso di affidare il servizio di gestione risorse economiche direttamente ai governi, così, “la linea minori scomparsi rischia la chiusura”, dichiara Ernesto Caffo, lanciando l’allarme in Italia e associandosi alla campagna internazionale ‘#Salvail116.000, salva un bambino’.

Le conseguenze sociali della scomparsa di un minore sono innumerevoli, a partire dal grave disagio che vive lo stesso, sia prima della sparizione sia in fase successiva. Disturbi della mentalità che incidono poi sull’integrazione sociale, sui livelli di educazione, sui costi a carico del sistema sanitario, di accoglienza e anche della Giustizia, oltre che lavorativi. Un problema che coinvolge tutta la comunità e pone il minore al centro di circuiti di illegalità, il più delle volte connessi a fenomeni di sfruttamento sotto ogni forma di schiavitù. Una piaga che va eliminata e che al momento è la protagonista di una nuova strage degli innocenti.

Paola Longobardi

Indietro