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Giornata Internazionale per i bambini innocenti vittime di aggressioni

Nel 1982 l’Onu sancisce questa giornata dedicata ai bambini, vittime innocenti di conflitti, catastrofi, abusi. Diffondere una cultura di pace e non –violenza, questa la linea da seguire affinché milioni di bambini nel mondo abbiano rispettata la loro dignità.

Ricorre oggi, 4 giugno, la Giornata Internazionale per i bambini innocenti vittime di aggressioni, una data sancita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con Risoluzione ES-7/8. Ma come nasce questa ricorrenza? Purtroppo da fatti drammatici che hanno visto come protagonisti i bambini. In particolare, nel 1982, durante una sessione speciale sulla questione della Palestina, dove emerse in tutta la sua drammatica evidenza il numero di bambini vittime della violenza legata al conflitto. Nel mondo sono milioni i bambini che soffrono aggressioni e che rischiano la vita ogni giorno. Conflitti, catastrofi naturali, violenze di genere, matrimoni forzati. Sono solo alcuni dei crimini commessi contro di loro e che Piattaforma Infanzia ha spesso affrontato.

Una tra le questioni più drammatiche che vede coinvolti ancora tantissimi minori, è quello del reclutamento dei bambini soldato, fenomeno che invece di diminuire sembra aumentare a causa delle nuove forme di reclutamento e di combattimento che si stanno affermando sempre di più nel quadro dei conflitti internazionali. Organizzazioni terroristiche e gruppi armati irregolari che vedono l’impiego di nuove reclute nel combattimento asimmetrico. I bambini appunto. Piccoli che vengono addestrati alla morte, poco meno che adolescenti. Bambini e bambine. Queste ultime costrette a violenze di ogni genere, tra cui anche quella sessuale, obbligate a combattere o date in mogli agli ufficiali, come premio per il loro valore e i figli che nascono da soprusi subiti, sono altri bambini destinati a combattere. Queste sono le aggressioni alle vittime innocenti, così come i casi di pedofilia i cui numeri spaventosi portano al problema della prostituzione minorile vera e propria e a maltrattamenti  perpetrati nel tempo.

Danni e sofferenze causate ai bambini attraverso varie forme, ad ogni livello sociale e in tutto il mondo. Il rispetto dei diritti umani è uno dei principi fondamentali, ma questo non è garantito in modo indiscriminato. Diffondere sempre di più la pace rimane uno degli obiettivi principali delle Nazioni Unite, che, nel decennio conclusosi nel 2010, con la Risoluzione 53/243 B, ha individuato le principali azioni necessarie per una cultura della non-violenza: educazione alla pace; sviluppo economico e sociale sostenibile; rispetto dei diritti umani; uguaglianza fra uomini e donne; partecipazione democratica; conoscenza, tolleranza e solidarietà; comunicazione partecipativa e libero flusso di informazioni e di conoscenze; pace e sicurezza internazionali.

Ancora lunga è la strada affinché tutto questo sia possibile in ogni singolo angolo del mondo, ma certo è che questi principi guida costituiscono i pilasti della vera democrazia e della convivenza tra i popoli.

Paola Longobardi

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