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Giornata Mondiale contro i Bambini Soldato

Si celebra oggi e l’intento è quello di sensibilizzare sulla questione dei minori impiegati nei conflitti armati. Sono migliaia i bambini costretti all’arruolamento e troppe le violenze che subiscono.

Costretti a combattere una guerra che non hanno voluto loro, sono oltre 250mila i bambini soldato nel mondo e il fenomeno è in crescita. Violenze, brutalità e costrizioni di ogni genere, sono queste le cose a cui vanno incontro i minori impiegati nei conflitti.

Usati per combattere, ridotti in schiavitù e costretti a rinunciare all’infanzia, il fenomeno, negli ultimi anni, si è intensificato a causa dell’inasprirsi delle ostilità. Indottrinati alla violenza, i bambini diventano brutali assassini, costretti ad uccidere per non essere uccisi. La diffusione di questa pratica trova spazio in teatri quali Afghanistan, Sudan, Yemen, Somalia e ancora, Congo, Repubblica Democratica del Congo, Siria e Iraq attraverso l’uso di bambini kamikaze. Ma sono solo alcune dei paesi coinvolti.

“Infanzia, spensieratezza, gioco, istruzione vengono ancora oggi sottratti a bambine e bambine nei conflitti più oscuri e crudeli. Negli ultimi due anni, Amnesty International ne ha denunciato l’impiego in Mali e nella Repubblica Centrafricana, ma la dimensione del fenomeno è certamente maggiore. E’ uno scandalo che migliaia di bambine e bambini siano costretti a diventare adulti così drammaticamente e in fretta, perdendo per sempre l’età dell’innocenza”. Dichiara il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, a Piattaforma Infanzia.

Una giornata importante quella di oggi, e Piattaforma Infanzia ha voluto approfondire il tema, interpellando anche il Centro Astalli. Ong che opera in 54 paesi nel mondo, al Centro Astalli, abbiamo chiesto quale è la priorità nel loro intervento. “Sicuramente l’educazione, soprattutto nei campi profughi dove vivono migliaia di bambini per cui è difficile immaginare un futuro”, risponde la Responsabile della Comunicazione, Donatella Parisi.

Luc è un ragazzo di 17 anni che oggi vive in un campo profughi del Congo e che a 11 anni si è arruolato nell’esercito dopo 4 mesi di addestramento – La mia famiglia mi ha incoraggiato ad arruolarmi – racconta Luc agli operatori del Centor Astalli – volevano proteggessi gli abitanti del villaggio dai predoni. C’erano inoltre troppi bambini e non abbastanza cibo per tutti”.

Un’alternativa possibile all’arruolamento dei minori è quella di “realizzare programmi educativi e professionali che si accordino con le necessità locali. I bambini vengono incoraggiati a rimanere a scuola offrendo spazi sicuri per l’apprendimento lontani da tensioni etniche, violenze e reclutamento”, illustra Donatella Parisi. E in questa giornata internazionale, l’augurio del Centro Astalli è proprio riferito all’educazione: “le matite e le penne salveranno il mondo”, citando il premio Nobel per la Pace, Malala. “Perché i bambini sono il mondo”, conclude la responsabile della comunicazione, Centro Astalli.

Paola Longobardi

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