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Giornata mondiale contro il lavoro minorile

Sono 168milioni i minori lavoratori nel mondo e 340mila in Italia. Di questi, 28mila sono a rischio sfruttamento. L’Africa sub sahariana è l’area con massima incidenza di minori lavoratori.

La Convenzione dell’Ilo (n. 138) sull’età minima per l’ingresso nel mondo del lavoro, stabilisce che “non dovrà essere inferiore all’età in cui termina la scuola dell’obbligo, né in ogni caso inferiore ai quindici anni”. Nonostante la chiarezza della normativa internazionale, sono 168milioni i minori lavoratori nel mondo e 340mila in Italia. Di questi, 28mila sono a rischio sfruttamento.

In questa Giornata mondiale,dichiarano dall’ufficio comunicazione dell’Ilo direttamente a Piattaforma Infanziadesideriamo attirare l’attenzione sull’importanza dello strumento dell’istruzione per combattere la piaga del lavoro minorile che tutt’oggi coinvolge 168 milioni di bambini e bambine in tutto il mondo”. I bambini costretti a lavorare in tenera età, avranno molte più difficoltà, nel loro futuro, all’accesso ad un lavoro dignitoso in età adulta, rischiando l’emarginazione sociale e sfruttamento. “Non solo l’istruzione tiene fuori i minori da un ingresso precoce nel mercato del lavoro, ma fornisce loro le conoscenze e le competenze necessarie per accedere, una volta adulti, ad un lavoro dignitoso”, dichiarano ancora dalla sede romana dell’Ilo.

La situazione è preoccupante anche sul nostro territorio nazionale, dove, a causa dell’abbandono scolastico, il lavoro precoce coinvolge 340mila minori. Una condizione inaccettabile che compromette il presente e il futuro di migliaia di bambini e adolescenti in Italia. Per questo, “insieme a Save the Children chiediamo al Governo italiano l’adozione con urgenza di un piano d’azione nazionale sul lavoro minorile, che preveda da un lato la creazione di un sistema di monitoraggio regolare del fenomeno e dall’altro le azioni da svolgere per intervenire efficacemente sulla prevenzione e sul contrasto del lavoro illegale, e in particolare delle peggiori forme di lavoro minorile, come previsto dall’art.6 della Convenzione sulle peggiori forme di lavoro minorile (182) ratificata dall’Italia. Chiediamo inoltre l’istituzione di un tavolo di dialogo sul lavoro minorile con le parti sociali e le organizzazioni non governative”, afferma Furio Rosati, project coordinator dell’Ilo.

In questi giorni anche Papa Francesco ha espresso preoccupazione per questa piaga mondiale, dichiarando che “tanti bambini nel mondo non hanno la libertà di giocare, di andare a scuola e finiscono per essere sfruttati come manodopera”, lanciando un appello direttamente alla Comunità internazionale affinché contrasti con tutte le forze il lavoro minorile e riconosca i diritti dell’infanzia.

L’educazione resta la strada da seguire per combattere seriamente il lavoro minorile. “La crisi economica e l’emergenza immigrazione stanno aggravando una situazione che denunciamo da anni”, dichiara Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro. “Ma ciò che sta emergendo è una pericolosa tendenza a minimizzare questo dramma, come se le difficoltà economiche giustificassero lo sfruttamento dei bambini. E come se l’emergenza data dall’aumento dei flussi migratori rendesse inevitabile calpestare i diritti dell’infanzia, in particolare di alcune etnie”.

Secondo la ricerca ‘Game Over’ di Save the Children, il 7% dei minori nella fascia di età 7-15 anni in Italia è coinvolta nel lavoro minorile e tra loro sono coinvolti anche minori stranieri. Il fenomeno è particolarmente incidente nella fascia d’età adolescenziale, nel periodo di passaggio tra la scuola media inferiore e quella superiore. Mentre l’Africa sub sahariana è l’area del mondo con massima incidenza di minori al lavoro.

Paola Longobardi

 

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