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Giornata Mondiale del Rifugiato

Nel mondo sono 59,5 milioni i migranti forzati. La metà di loro sono bambini.

Quella in corso è la peggiore crisi dalla Seconda guerra mondiale. Un milione di rifugiati ha bisogno urgente di protezione internazionale. Nel mar Mediterraneo sono annegate 3.500 persone nel 2014 e 1.865 dall’inizio del 2015. Quanto ancora dovremo aspettare perché l’Europa cessi di privilegiare politiche egoistiche sulla pelle dei rifugiati e metta finalmente i diritti fondamentali e la solidarietà internazionale al centro della propria azione politica, dimostrando di essere all’altezza dei valori su cui è stata fondata?”. Sono queste le parole del Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra domani, 20 giugno.

Una ricorrenza che mobilita associazioni e istituzioni ad una sensibilizzazione maggiore sul tema dell’accoglienza, ad una risoluzione delle difficoltà che coinvolgono l’Italia e migliaia di richiedenti asilo che approdano sul territorio nazionale. L’ultimo rapporto pubblicato da Unhcr, Global Trends, riporta una forte escalation del numero di persone costrette a fuggire dalle loro case, con 59,5 milioni di migranti forzati alla fine del 2014 rispetto ai 51,2 milioni di un anno prima e ai 37,5 milioni di dieci anni fa. Il rapporto mostra che nel 2014 ci sono stati 13.900.000 nuovi migranti forzati e a livello mondiale si sono contati 19,5 milioni di rifugiati (rispetto ai 16,7 milioni del 2013), 38,2 milioni di sfollati all’interno del proprio paese (rispetto ai 33,3 milioni del 2013) e 1,8 milioni di persone in attesa dell’esito delle domande di asilo (contro i 1,2 milioni del 2013).

Ma il dato più allarmante e preoccupante è che più della metà dei rifugiati a livello mondiale sono bambini.

In un’era di esodi forzati di massa senza precedenti, abbiamo bisogno di una risposta umanitaria senza precedenti e di un rinnovato impegno globale in favore della tolleranza e della protezione delle persone in fuga da conflitti e persecuzioni”, ha dichiarato Antonio Guterres, Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Una condizione che mette a dura prova la sopravvivenza di milioni di persone e tra queste tanti, troppi bambini. Come i piccoli di Gaza. Qui, un bambino di 8 anni ha vissuto già tre conflitti e nonostante ciò, guarda avanti sperando di uscire presto dall’incubo vissuto e attuale.  Povertà e violenza li accompagnano ogni giorno, ma non hanno smesso di sognare. “Mi piacciono il calcio e la ginnastica, voglio diventare famoso, voglio condividere i miei sogni e voglio mandare a tutti i bambini del mondo il messaggio che i bambini di Gaza desiderano vivere liberi”. È il messaggio nella bottiglia che Bashar, 11 anni, ha inviato attraverso la campagna dell’Unrwa, #SOS4Gaza “Message in a Bottle”. Iniziativa che intende dare voce ai desideri dei bambini di Gaza per un futuro migliore e diffondere il loro messaggio di SOS in tutto il mondo. Il messaggio di un popolo che da oltre 60 anni vive da rifugiato.

Il quadro internazionale appare particolarmente drammatico e per evitare che le violenze continuino impunemente, è necessario porre al centro l’essere umano e i suoi diritti inviolabili. “Chiediamo all’Europa di renderci cittadini di un’Unione capace di ascoltare il grido di un’umanità ferita e di attivarsi fattivamente per promuovere con urgenza la pace a tutti i livelli. Un’Europa che trovi il coraggio di creare canali umanitari sicuri che sottraggano i rifugiati alla guerra, alle stragi in mare e nel deserto e alla cupidigia di chi trasforma in profitto la loro disperazione. Un’Europa che non sia la somma degli interessi dei singoli Stati, ma un progetto comune di sviluppo umano, solidamente fondato su valori condivisi”, dichiarano il costituzionalista Stefano Rodotà e il direttore generale della Fondazione Migrantes Giancarlo Perego, a uno degli appuntamenti organizzati dal Centro Astalli nelle giornate di sensibilizzazione per la Giornata Mondiale del Rifugiato.

Paola Longobardi

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