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Giornata Mondiale dell’Africa

Si celebra oggi ed è occasione di informazione e riflessione sulle problematiche, i fattori di sviluppo e innovazione, questioni geopolitiche, sanitarie e demografiche del continente.

Il 25 maggio del 1963, è la data della nascita dell’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA), poi divenuta Unione Africana (UA), dopo la conquistata dell’indipendenza di quasi tutti gli Stati del continente.

Oggi l’Africa è un territorio colpito da una massiccia spinta migratoria causata soprattutto dalle drammatiche situazioni di conflitto, povertà e sofferenze. Nei media nazionali spesso viene evidenziato il dibattito sui ‘viaggi della speranza’ e delle conseguenze che questi causano a livello di accoglienza, ma nonostante le difficoltà, alcune aree stanno vivendo fasi di sviluppo e crescita, soprattutto grazie agli interventi umanitari internazionali. In questa occasione, Piattaforma Infanzia, ha voluto dedicare uno spazio a questo grande Paese, il secondo continente più popolato al mondo e allo stesso tempo il più arretrato in fatto di salute. “Se l’aspettativa di vita nel mondo è di 70 anni, in Africa, nel 2011, era di 56 anni. Se nel mondo muoiono 48 bambini sotto i cinque anni ogni 1000 nati, in Africa questo numero è quasi il doppio”, ci riferiscono da Amref Health Italia, che sottolinea come “la salute può essere la chiave di uno sviluppo, non solo in termini di malattie, ma anche economico e di stabilità. Salute materna, salute dei bambini, formazione del personale sanitario, acqua pulita e igiene sono al centro del lavoro che da quasi 60 anni svolge Amref Health Africa”.

Quasi 18mila bambini muoiono ogni giorno nel mondo prima dei 5 anni di età (circa 6,6 milioni i bambini). Importanti gli sforzi ma insufficienti per raggiungere l’obiettivo di una riduzione di due terzi dei livelli di mortalità del 1990 entro il 2015. Cruciali i primi 28 giorni di vita di un bambino perché rappresentano i giorni più a rischio. Nel 2012 circa il 44% delle morti dei bambini sotto i 5 anni di età è accaduto in quel periodo, più che nel 1990 dove la percentuale era del 37%.

 “I dati e la nostra esperienza –  dichiara Guglielmo Micucci, direttore della sezione italiana di Amref Health Africacontinuano a dirci che il futuro del mondo passa attraverso l’Africa. La sua crescita demografica e la sua vicinanza in particolare all’Europa non può più lasciarci indifferenti. E’ ormai urgente e fondamentale che il continente africano porti a termine un processo che porti ad avere contesti sani dove vivere e dove poter crescere. Un continente così ricco non può più essere considerato esclusivamente come luogo dal quale assorbire risorse, ambientali e umane. Va invertito il modello che per diversi decenni ha accompagnato le politiche del nord del mondo. Anche gli eventi degli ultimi mesi –  le tragedie in mare dei migranti – riportano a galla l’esigenza di investire tutti gli sforzi lì. Perché non potrà mai esistere un mondo sano senza un’Africa sana”.

Garantire istruzione e salute all’infanzia in Africa, è uno degli obiettivi principali di Amref, che, per togliere dalla strada i più piccoli, promuove ‘I Parlamenti dei Bambini’, per contrastare l’analfabetismo, le malattie e la violenza, in un contesto come quello del Kenya. Come un vero e proprio parlamento, i cui rappresentanti vengono nominati su elezioni, si discute di questioni pratiche e spesso l’amministrazione scolastica è molto attenta alle attività degli studenti, rispondendo alle loro segnalazioni. Ma il risvolto pratico sta nell’acquisizione da parte dei ragazzi della capacità di espressione e di riportare le questioni agli adulti in un ruolo istituzionale di rappresentanza. Attività che responsabilizzano i più giovani e rendono “bambini e adolescenti attori principali del proprio destino, invece che soggetti passivi del circolo vizioso della povertà”.

Perché forse è proprio questo quello che occorre in Africa: aiutare le nuove generazioni ad essere agenti di cambiamento per il proprio presente e futuro.

Paola Longobardi

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