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I bambini sanno

Il film documentario di Walter Veltroni è uscito nelle sale cinematografiche. La descrizione del futuro negli occhi dei bambini intervistati, gli adulti del domani che se costruiranno il mondo con i propri sogni, allora un’Italia migliore è possibile.

I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano di spiegargli tutto ogni volta”. Comincia con questa frase tratta da ‘Il Piccolo Principe’, il film di Walter Veltroni ‘I bambini sanno’.

Un documentario che si svolge nelle camerette di oltre 30 bambini a cui vengono fatte domande sulla vita, l’amore, la religione, la famiglia, l’omosessualità. Ma la cosa sorprendente sono le risposte. Semplici e piene di saggezza nonostante arrivino dalla voce di bambini dai 7 ai 14 anni circa.

Giovanissimi che impartiscono una magnifica lezione di umanità, tolleranza, generosità e apertura mentale che fa ben sperare per il futuro del nostro Paese. Sogni che portano con loro l’immagine di una vita che deve ancora avvenire ma allo stesso tempo con il peso del dolore di eventi che fanno parte dei loro pochi anni.

La perdita di un padre, la lontananza dal proprio paese di origine, il viaggio della speranza, la passione per gli studi ma soprattutto lo sguardo volto alle diversità. Quelle stesse diversità che al mondo adulto sembrano così impossibili da valutare e da accettare.

Cosa sanno più degli adulti i bambini?Sanno fare la pace”, rispondono, “sanno costruire, sanno sognare”. Sanno guardare avanti, aggiungiamo noi, e sanno che il mondo è di gran lunga migliore di quanto lo descrivono i grandi.

Al tema dell’omosessualità rispondono che l’amore non ha sesso e che se in una famiglia ci sono due papà e due mamme, ben venga se questi fanno comunque la felicità di tanti bambini che non hanno un genitore. Loro sì che guardano al benessere dei più piccoli, perché quello che chiedono è solo affetto, essere ascoltati e vivere in serenità.

Sono disposti al sacrificio e alla rinuncia per vedere il sorriso di un proprio caro. Bambini che anche se discriminati hanno la saggezza di dire che siamo tutti uguali, fatti della stessa carne e delle stesse ossa. Che il colore della pelle non conta e neanche l’estrazione sociale, né se si vive tra quattro mura o in una baracca. I sogni sono sempre gli stessi e vengono da quegli occhi che sperano di avere il futuro che immaginano. E allora se saranno loro gli adulti del domani, con quei sogni e quell’apertura mentale che hanno dimostrato, ben venga questo domani: ricco di valori, tolleranza, e umanità.

Paola Longobardi

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