News

Il Miur e le linee guida contro i bulli

Interventi mirati per contrastare seriamente il fenomeno. Le linee guida si rivolgono sia alle scuole che alle famiglie. Queste, insieme, possono essere determinanti per la diffusione di un atteggiamento culturale che consideri la diversità dell’altro non come un ostacolo bensì come un arricchimento.

Continua la lotta al bullismo e al cyberbullismo. Istituzioni, associazioni ed esperti, sono tutti uniti affinché il contrasto a questo fenomeno che coinvolge migliaia di giovani adolescenti in Italia, trovi sempre meno spazio. Lo stesso Miur, è impegnato da anni in questo ambito e, recentemente, ha emanato delle linee guida da seguire e utili ad arginare il problema della violenza e delle condizioni di disagio che vivono i ragazzi che ne sono vittime. Forme subdole e nascoste di bullismo si sono consolidate negli anni attraverso l’uso delle tecnologie smart e il luogo dove i bulli commettono le loro violenze, non ha più sostanza fisica ma anche virtuale e possono rimanere nell’anonimato. È sempre più difficile quindi individuare i bulli che utilizzano gli strumenti di ultima generazione per colpire i coetanei che, a causa di vessazioni continue e dalla vergogna, spesso non riescono a reagire e ad affrontare il problema per uscirne. Molteplici le conseguenze a livello psicologico che in diversi casi hanno portato le vittime anche a gesti estremi.

Atti che il più delle volte si configurano come l’intolleranza e la non accettazione di chi la pensa diversamente, per etnia o religione, o perché ha caratteristiche psico-fisiche diverse e a volte anche per orientamento sessuale. Vittime che per stereotipi o pregiudizi vengono prese di mira, portando all’esasperazione. Per questo, nelle linee guida, il Miur intende suggerire interventi mirati per contrastare seriamente il fenomeno e si rivolge sia alle scuole sia alle famiglie. Queste, insieme, possono essere determinanti per la diffusione di un atteggiamento culturale che consideri la diversità dell’altro non come un ostacolo bensì come un arricchimento. È fondamentale, dunque, educare all’accettazione dell’altro e la scuola è chiamata in prima linea ad intervenire in questa direzione, procedendo lungo la strada della progettualità comune attraverso la costituzione di reti territoriali per stabilire le necessità e le priorità su cui intervenire e allo stesso tempo valutare insieme, sulla base delle diverse esperienze, le buone pratiche su cui investire.

Il bullismo e il cyberbullismo viaggiano in parallelo per raggiungere lo scopo comune, ovvero quello di colpire e ferire quelle che poi saranno le vittime dei bulli, ma a differenza dei primi, i secondi non percepiscono l’effetto diretto della loro violenza, poiché perpetrata attraverso un canale indiretto. E il profilo del cyberbullo è differente da quello del bullo, che spesso per spavalderia è evidente. Ma chi si nasconde quindi dietro al cyberbullo? Chiunque, anche il ragazzo o la ragazza apparentemente insospettabile. Per questo, diffondere delle buone pratiche anche nell’individuare cosa è bene fare o non fare attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, è importante e attraverso le linee guida del Miur, vengono coinvolti nella questione insegnanti, famiglie e studenti stessi. Al fine di un uso consapevole dei nuovi media, è sempre più evidente e necessario un sistema educativo all’utilizzo corretto da parte di tutte queste categorie citate. Solamente in questo modo, aggredito ed aggressore potranno uscire da un loop psicologicamente devastante per la propria crescita.

Paola Longobardi

Indietro
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK