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Il pensiero del neo Presidente della Repubblica va anche ai minori

Nel suo discorso di insediamento, Sergio Mattarella esprime parole importanti anche sul tema dei minori. Piattaforma Infanzia le ha riportate, con la speranza che l’agenda politica metta in primo piano i più piccoli, perché l’Italia è fatta anche di bambini.

Accade per la prima volta negli ultimi 15 anni che il Presidente della Repubblica italiana si riferisca così chiaramente ai minori del nostro Paese nel proprio discorso di insediamento. L’ultimo presidente, Giorgio Napolitano, si rivolse al mondo della scuola e alla funzione educativa che questa rappresenta. Ma le parole di Sergio Mattarella hanno dei riferimenti ben più mirati. “La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno. Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro”. Un diritto che viene invece violato in quei paesi dove i bambini sono vittime di conflitti armati.

In modo implicito, il Presidente della Repubblica ricorda anche loro, affermando che “il terrorismo internazionale ha lanciato la sua sfida sanguinosa, seminando lutti e tragedie in ogni parte del mondo e facendo vittime innocenti”. Quelle stesse vittime di cui ogni giorno Piattaforma Infanzia cerca di darne notizia. “Siamo inorriditi dalle barbare decapitazioni di ostaggi, dalle guerre e dagli eccidi in Medio Oriente e in Africa, fino ai tragici fatti di Parigi”, continua così il discorso del neo Presidente, ricordando anche che “il nostro Paese ha pagato, più volte, in un passato non troppo lontano, il prezzo dell’odio e dell’intolleranza. Voglio ricordare un solo nome: Stefano Taché, rimasto ucciso nel vile attacco terroristico alla Sinagoga di Roma nell’ottobre del 1982. Aveva solo due anni. Era un nostro bambino, un bambino italiano”. Un bambino italiano ma che allo stesso tempo è uguale alle milioni di vittime innocenti nel mondo.

Le guerre, gli attentati, le persecuzioni politiche, etniche e religiose, la miseria e le carestie generano ingenti masse di profughi. Milioni di individui e famiglie in fuga dalle proprie case che cercano salvezza e futuro proprio nell’Europa del diritto e della democrazia. E’ questa un’emergenza umanitaria, grave e dolorosa, che deve vedere l’Unione Europea più attenta, impegnata e solidale”. Un chiaro monito che induce ad un’attenzione maggiore a quelle che sono le vulnerabilità italiane e non solo.

Un monito che riguarda tutta la società nazionale per guardare a quelle che sono e devono essere le priorità dell’agenda politica, interessata costantemente alla situazione dei più deboli del mondo, ovvero i minori: la speranza di un futuro migliore. Lo stesso futuro che attualmente i ragazzi e le ragazze italiane si vedono sottratti a causa della crisi e delle angosce che vivono tante famiglie italiane. Una maggiore garanzia di diritti e dignità sociale, per avvicinare nuovamente le istituzioni ad un giovane popolo smarrito e per “ridare al Paese un orizzonte di speranza”.

Paola Longobardi

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