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In Italia poche nascite e poca informazione sull’infertilità

Il basso tasso di nascite dipende anche dalla scarsità di informazioni sull’infertilità e la sterilità. È quanto emerge dalla ricerca “Diventare genitori oggi: il punto di vista degli specialisti”, realizzata dal Censis in collaborazione con la Fondazione Ibsa.

Nell’ultimo periodo abbiamo parlato diverse volte su Piattaforma Infanzia della bassa natalità nel nostro Paese, affrontando il tema sotto diversi punti di vista e in particolare legandolo alla crisi e alla povertà, interpellando anche studiosi autorevoli.

Il tema torna di nuovo tra i nostri redazionali, ma questa volta guardando al fenomeno con un altro punto di vista ancora: quello connesso all’infertilità e alla mancata informazione su questo problema, legato anche a quello della sterilità. Il 62% dei medici specialisti afferma che i pazienti non sono adeguatamente informati sui problemi di infertilità e sterilità e sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

I dati derivano da un rapporto del Censis che dichiara anche che per il 76% la legge 40/2004, sulla procreazione assistita, andrebbe modificata a causa delle troppe differenze che vengono fatte a livello territoriale. Dal rapporto emerge che la bassa natalità è dovuta a fattori economici, il 75% dei medici, infatti, sostiene che la crisi e l’incertezza del momento storico in cui viviamo, scoraggi le coppie ad avere figli e in particolare quelle che devono ricorrere alla procreazione assistita. La ricerca “Diventare genitori oggi: il punto di vista degli specialisti”, realizzata dal Censis in collaborazione con la Fondazione Ibsa, è stata condotta su un campione di medici specialisti, ovvero ginecologi, andrologi e urologi.

In Italia i bambini concepiti in provetta sono aumentati del 169% in sette anni, per un totale di 9.818 bambini nati nel 2012, mentre nel 2005 sono stati 3.649. Gli ultimi dati disponibili, risalenti al 2012, riportano che le coppie trattate sono state 54.458, il 77% in più rispetto alle 30.749 del 2005. Di tutti questi numeri, solo il 23,2% dei casi arriva alla gravidanza. Su 150 esperti consultati, la metà ritiene che i problemi di infertilità colpiscano tra il 20% e il 30% delle coppie italiane, praticamente il doppio rispetto alle stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui le percentuali variano tra il 10% e il 15%. Rispetto agli anni passati i problemi di infertilità e sterilità sono sicuramente aumentati e questo è un indicatore molto chiaro dei motivi che conducono a bassi dati sulla natalità. A pensarlo è il 91,3% dei medici interpellati.

Inoltre, l’80% degli specialisti si dichiara favorevole ad un accesso più ampio alla fecondazione assistita per le coppie con problemi, ma questa possibilità non è ancora offerta in modo concreto a tutti e l’88,7% del campione afferma che non vi è lo stesso livello di qualità in tutte le regioni oltre al fatto che non è assicurata in maniera gratuita. Per questo motivo, la maggioranza dei medici del campione di riferimento è favorevole ad una revisione della legge 40 e tra gli elementi cui apporterebbero modifiche, c’è proprio quello della possibilità delle coppie di accedere alla fecondazione eterologa.

Paola Longobardi

 

 

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