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In Nepal è anche emergenza istruzione scolastica

Proseguono i soccorsi per stabilizzare la popolazione in emergenza, la stessa che colpisce anche un altro settore importante, quello dell’istruzione per i bambini. “Ripristinare la frequenza scolastica è fondamentale”, ha dichiarato Enzo Maranghino, Esperto Emergenze Cesvi.

Dopo il devastante terremoto del 25 aprile in Nepal, la macchina dei soccorsi internazionale si è attivata nell’immediato. Piattaforma Infanzia continua a monitorare la situazione attraverso l’attività degli operatori italiani delle ong presenti sul posto. I soccorsi organizzati cominciano ad entrare anche nelle zone esterne alla Valle di Kathmandu, zone dove il 90% degli edifici è stato sbriciolato dal sisma di magnitudo 7.8. Un’emergenza continua che non fa abbassare la guardia e che vede molte realtà lavorare per ripristinare la sicurezza della popolazione. In particolare, quelli che preoccupano di più sono i bambini. Molti di loro sono rimasti soli e tra cure mediche che scarseggiano, ospedali sovraffollati, la loro salute è a rischio anche per denutrizione.
Nelle aree finora più difficili da raggiungere, si è addentrata l’OIM, Organizzazione internazionale delle Migrazioni che, insieme ad altri operatori sta cercando di portare soccorso e assistenza alle migliaia di persone delle zone più remote del terremoto. “Stiamo muovendoci fuori dalla Valle di Kathmandu per raggiungere località dove le necessità sono maggiori con lo scopo di crearvi due nuovi centri di coordinamento degli aiuti”, ha dichiarato Brian Kelly, responsabile degli interventi in emergenza dell’Oim.
L’emergenza non riguarda però soltanto i vivi, ma anche i morti. La Croce Rossa Internazionale sta intensificando gli sforzi per aiutare anche in questo senso, attraverso la gestione dei cadaveri evitando che i corpi non identificati vengono cremati o sepolti in fretta. Anche i ricongiungimenti familiari sono tra le priorità del soccorso della Croce Rossa, attività che caratterizza il movimento sin dalla sua nascita.

Tra le numerose ong presenti in Nepal, anche il Cesvi sta portano avanti un’intensa attività di soccorso. Attraverso una nota stampa giunta alla nostra redazione, abbiamo appreso che l’associazione è riuscita a raggiungere alcuni villaggi remoti nel distretto di Dhading uno dei più colpiti dal sisma. “Ci sono volute 6 ore per percorrere circa 120 km e durante la stagione delle piogge, ormai imminente, decine di villaggi restano completamente inaccessibili” , racconta Enzo Maranghino, Esperto Emergenze Cesvi attualmente sul posto, dove si sta occupando della distribuzione di generi di prima necessità in diverse aree, principalmente nella Valle di Kathmandu e nel distretto di Dadhing.
Ma oltre alla necessità degli aiuti umanitari da far arrivare in ogni parte colpita dalla catastrofe, il Cesvi intende risponde anche ad un’altra emergenza, quella dell’istruzione. Quasi tutte le scuole dei 9 villaggi di riferimento, sono state danneggiate dal terremoto e la loro riapertura sembra lontana. Il programma è quello di distribuire il materiale necessario per allestire classi temporanee e ristabilire quanto prima la frequenza scolastica. “Ripristinare la frequenza scolastica è fondamentale. Non solo per non interrompere il ciclo dell’istruzione ma per aiutare i bambini, categoria particolarmente colpita da eventi del genere, a gestire e metabolizzare lo stress accumulato.” conclude l’esperto Emergenze Cesvi.

Paola Longobardi

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