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In Ucraina è emergenza sanitaria e scolastica: l’appello delle organizzazioni internazionali

Sono 32 gli ospedali chiusi, 17 quelli che hanno subito gravi danni e per i bambini malati di tumore mancano i farmaci.

“Tre soldati ucraini sono morti nei combattimenti tra i separatisti filorussi e l’esercito di Kiev nei pressi dell’aeroporto di Donetsk, nell’est del paese. L’ha annunciato il presidente ucraino, Petro Porošenko. “Gli scontri a fuoco sono appena finiti. I ribelli si sono ritirati”. E’ questa la notizia diffusa dall’Afp, agenzia di stampa francese e datata 29 dicembre 2014.

Nonostante la stampa nazionale sembra non prestare molta attenzione a quanto succede nella non lontana Ucraina, il conflitto che ha colpito il Paese ad est dell’Europa, continua al di là di una breve tregua.

A farne le spese, come in ogni guerra, sono i bambini che attualmente vivono un vero e proprio stato di emergenza. Sono 32 gli ospedali chiusi, 17 quelli che hanno subito gravi danni e per i bambini malati di tumore mancano i farmaci. Si trovano solo al mercato nero a prezzi altissimi che in molti non possono permettersi di pagare. Una situazione drammatica che riporta indietro negli anni, quando nel 1986 l’esplosione di Chernobyl ci fece assistere ad una carneficina di piccole vittime. Bambini che anche negli anni a seguire hanno riportato le conseguenze di un evento drammatico che li ha visti pagare colpe non loro. E che tutt’ora continuano a pagare.

Secondo i dati diffusi dall’Unhcr, la guerra in Ucraina ha ucciso quasi 3.000 persone, oltre 7.000 sono i feriti, mentre gli sfollati interni oltre 230mila, di cui 130mila bambini. Inoltre, secondo l’Oms, il 70% del personale sanitario ha lasciato le zone di combattimento di Donetsk e Lugansk. A tutto ciò si aggiunge anche la mancanza di acqua e corrente elettrica in molte strutture e l’inverno freddo sta aggravando la situazione.

Per aiutare i più piccoli, la Ong Soleterre, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per permettere le cure ai bambini malati di tumore. “Gli ospedali di tutto il Paese sono rimasti senza le scorte annuali di numerosi farmaci, come chemioterapici fondamentali ma anche antidolorifici, antibiotici e antinfiammatori”, si legge dal sito della Ong. “A ciò si aggiungono la svalutazione della grivna (moneta locale) e il rincaro dei prezzi da parte delle case farmaceutiche che hanno aumentato il costo dei medicinali per l’oncologia pediatrica del 40/60%. Le famiglie dei bambini malati di cancro sono lasciate sole ad affrontare spese economiche insostenibili che limitano fortemente le possibilità di guarigione dei bambini”.

Ma quello della situazione sanitaria non è l’unico allarme lanciato. Secondo l’Unicef, infatti, dal 1 settembre ad oggi, sono 187 le scuole danneggiate e 147 quelle chiuse a causa del conflitto, impedendo il diritto all’istruzione di 50mila minori. “È fondamentale che i bambini possano tornare a scuola e riprendere a studiare”, dichiara Marie-Pierre Poirier, direttore Unicef per l’Asia centrale e l’Europa centro-orientale. “I bambini continuano a pagare il prezzo di questo conflitto, con l’istruzione interrotta e l’accesso ai servizi di base ostacolato. Molti di loro assistono a combattimenti violenti e a bombardamenti. Ammoniamo tutte le parti in lotta a garantire a tutti i minori in Ucraina protezione dalle violenze in corso”. E’ quanto si legge in una nota diffusa sul sito dell’associazione, il 22 dicembre scorso.

Una situazione, quella dell’Ucraina di vera emergenza, emergenza che si consuma nella parziale assenza dei riflettori dei media e con le grida di aiuto di tanti bambini a microfoni spenti.

E mentre il Consiglio europeo, tenutosi lo scorso 21 dicembre, ha gettato le basi di una strategia per il varo di eventuali risoluzioni, il lavoro più arduo è quello che compiono le organizzazioni internazionali e le associazioni locali sul territorio. Lavoro silenzioso fatto di umanità e rispetto della vita, soprattutto di quella dei più piccoli.

Paola Longobardi

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