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In Ucraina non c’è tregua per i bambini

Nonostante il cessate il fuoco, continuano i combattimenti e l’escalation di violenze non permette alle ong di portare aiuti dove più occorre.

È di poche ore fa la notizia che i filorussi hanno preso il controllo di un importante snodo ferroviario tra Donetsk e Lugansk. Una tregua fragile quella tra Ucraina e Russia che anche durante la firma non ha trovato spazio.

Stiamo subendo un’aggressione molto chiara e aperta”, dichiarano dall’Ambasciata Ucraina a Roma, “tutto il mondo sa e sta vedendo quello che succede”. Sono 63 i bambini morti nell’Ucraina dell’Est, un dato che risale aggiornato al 12 febbraio. I rischi per la vita dei più piccoli sono altissimi, soprattutto per tutti quelli che sono costretti a cercare un rifugio nelle cantine, sporche e affollatissime. Povertà e fame sono all’ordine del giorno. “La situazione umanitaria in quelle zone rimane difficile – fanno sapere dall’Ambasciatanon sempre i separatisti fanno passare gli aiuti comunitari ed è molto difficile sopravvivere”. Lo scarso accesso all’acqua potabile, ai servizi igienici e persino al cibo, mette a rischio migliaia di bambini che sono costretti rifugiarsi dove riescono.

A livello politico tutto il mondo cerca di promuovere la pace ed è quello che cerca di fare l’Ucraina stessa. Il nostro presidente dopo la firma della tregua ha dichiarato immediatamente il cessate il fuoco. L’esercito ucraino si è fermato, mentre l’artiglieria russa ancora spara”, dichiarano dalla sede romana dell’ambasciata. “Ci aspettiamo che tutto il mondo faccia pressione sulla Russia affinchè accettino la pace e cessino le ostilità”.

Intanto l’allarme delle ong alla comunità internazionale è forte e chiaro, e contro l’escalation di violenze, chiedono interventi politici concreti ed efficaci. La situazione umanitaria peggiora giorno dopo giorno e le organizzazioni non riescono ad arrivare ovunque. “Alcune zone sono difficili da raggiungere e non sappiamo neanche noi bene quello che succede”, concludono i diplomatici da Roma.

Una violenza che secondo l’Unicef ha costretto 1000 bambini a ripararsi nei sotterranei delle città coinvolte.

Da marzo 2014, oltre un milione e mezzo di civili sono stati costretti a fuggire dalle zone teatro del conflitto. Circa un milione di questi, tra cui 130.000 bambini, sono sfollati in altre regioni dell’Ucraina.

Paola Longobardi

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