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In Yemen è guerra

“La popolazione è ostaggio di pesanti scontri e bombardamenti. E questo aggrava una condizione di malnutrizione e povertà estrema”, lo dichiara a Piattaforma Infanzia Alessandro Guarino, Direttore Regionale Intersos nel Paese.

C’è una profonda preoccupazione per la popolazione civile in Yemen e l’allarme arriva dalle organizzazioni umanitarie presenti sul posto. L’escalation di violenze sta portando ad un rapido aggravamento delle violenze e attentati, scontri e attacchi armati riducono lo stato di sicurezza a livelli minimi.

La situazione in Yemen al momento è estremamente complessa”, dichiara a Piattaforma Infanzia Alessandro Guarino, Direttore Regionale Intersos per lo Yemen. “Sia nel nord che nel sud la popolazione è ostaggio di pesanti scontri e bombardamenti. E questo aggrava una condizione di malnutrizione e povertà estrema”.

Secondo fonti Unicef, infatti, il 47% dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione, ovvero 850mila bambini in forma acuta, mentre 160mila in forma acuta grave. La popolazione è esposta a numerosi pericoli e “le fasce più vulnerabili della popolazione stanno già pagando le conseguenze più gravi di queste tensioni. Attentanti e bombardamenti non hanno risparmiato vittime civili, donne e bambini stanno perdendo la vita negli scontri”, continua l’esperto di Intersos.

Lo Yemen è uno dei paesi più poveri del mondo e il dramma dell’infanzia subisce un ulteriore durissimo attacco attraverso la grave violazione dei diritti fondamentali già messi a dura prova a causa della fame e della povertà. Una situazione che rende difficile operare in favore della popolazione, “a causa della difficoltà negli spostamenti sta diventando sempre più difficile raggiungere chi ha bisogno di aiuto nel paese, la maggior parte delle nostre attività in Yemen sono rivolte a portare aiuto e protezione proprio a donne e bambini e non poterli raggiungere può significare che molte vite saranno a rischio”, sottolinea Alessandro Guarino, facendosi portavoce dell’altissima preoccupazione degli operatori umanitari che si trovano sul campo. Garantire l’incolumità della popolazione civile è quanto dettato dalla consuetudine delle norme e insieme all’accesso dei soccorsi nelle zone interessate dal conflitto. E malgrado ciò, aumentano gli attacchi contro scuole e ospedali, rendendo la situazione ancora più drammatica. In Yemen sono 334mila gli sfollati interni, oltre 10,6 milioni di persone vivono nell’insicurezza alimentare e, per la sua posizione geografica, questo Stato accoglie, inoltre, centinaia di migliaia di persone in fuga dal Corno d’Africa e dalla Siria. Sono più di 254mila i rifugiati nel paese, di cui oltre la metà sono somali.

In più, nei giorni scorsi dieci Paesi, tra quelli del Golfo e del Maghreb, si sono coalizzati e hanno dato il via ad un’operazione congiunta, ‘Decisive storm’, che ha lo scopo di respingere quello che secondo loro è un colpo di Stato organizzato dalle milizie sciite Houthi. Questi ultimi hanno costretto alla fuga il Presidente Abdu Rabbu Mansour Hadi.

E intanto Amnesty International denuncia l’eccesso di bombardamenti e di vittime civili avvenuti nei primi attacchi della coalizione. Ed è di poche ore fa la notizia che un raid aereo ha bombardato un campo profugo dove hanno persola vita 45 persone e i feriti sono più di 65.

Paola Longobardi

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