News

Indonesia. Presentato piano per riduzione sfruttamento minorile

Sono almeno 1,7 milioni i bambini che lavorano, ma in questi giorni il governo locale ha annunciato la volontà di eliminare lo sfruttamento lavorativo di bambini e adolescenti, entro sette anni.

Lo scorso venerdì 12 giugno si è celebrata in tutto il mondo la Giornata per la lotta contro il lavoro minorile.  A pochi giorni da questo evento così importante, non potevamo non dare la bella notizia che arriva dall’Indonesia, dove il governo ha annunciato la volontà di eliminare lo sfruttamento lavorativo di bambini e adolescenti, entro sette anni.

In Indonesia almeno 1,7 milioni di bambini lavorano e in particolare, sono occupati in attività pericolose per la propria salute. A dichiararlo è il ministero del Lavoro locale, il quale fino ad oggi si è assunto l’impegno di eliminare la forza lavoro inferiore ai 15 anni. Discordanti i pareri e anche i risultati ottenuti e moltissimi giovani adolescenti sono comunque costretti a rinunciare alla loro adolescenza, sacrificando e venendo sfruttati per un compenso pari a due dollari al giorno.  Inoltre, non ricevono istruzione e spesso, la mancata iscrizione agli studi di base, provoca una precarietà in più alla famiglia che, vittima di povertà e ignoranza, non ha modo di riscattarsi e di uscire dalla miseria a cui è stata condannata. Il costo dell’educazione a volte, è un ulteriore deterrente alla vita scolastica, per questo, in alcun casi sono le famiglie stesse a mandare i propri bambini a lavorare. Più controlli e provvedimenti che prevedano un sostegno ai costi scolastici, permetterebbe alle famiglie di beneficiare di un contributo importante per il futuro dei propri figli ma anche per il sostentamento stesso della famiglia, evitando in questo modo anche l’emarginazione legale. Incentivare la frequenza scolastica aiuterebbe a diminuire il numero dei bambini lavoratori e creerebbe delle politiche di inclusione sociale volte a migliorarne le condizioni di vita.

Ma vediamo nello specifico cosa annuncia il ministero del Lavoro: iscrizione gratuita alle scuole, a cui si aggiunge anche la fornitura di uniformi, materiale scolastico e un contributo equivalente a 23 dollari al mese per un anno. Queste, dunque, le iniziative segnalate che permetterebbero di strappare allo sfruttamento 16.000 minorenni e consentire ai piccoli lavoratori di potere accedere alle scuole con minori problemi. A fornire loro un sostegno educativo per un bimestre intero prima dell’inserimento nelle classi, 1.600 volontari.

Paola Longobardi

Indietro