News

Intervista a Ernesto Caffo – Presidente Telefono Azzurro

Il Telefono Azzurro è una onlus nata nel 1987 con lo scopo di difendere i diritti dell’infanzia, riconosciuti con la Convenzione ONU due anni più tardi. Quest’anno è il ventottesimo anno dalla fondazione e in tutto questo tempo le iniziative sono state tantissime, soprattutto in ambito digitale, negli ultimi anni. Piattaforma Infanzia ha raggiunto il presidente e fondatore della Onlus, Ernesto Caffo, docente di neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia.

Sono passati 28 anni dalla nascita di Telefono Azzurro, associazione da Lei fondata e nata per garantire maggiori tutele e protezione ai minori, in un’Italia dove i bambini non erano considerati come veri portatori di diritto. In questi anni quali sono stati i progressi e i traguardi raggiunti?

“Sicuramente le sfide che ci troviamo davanti oggi sono molto più complesse di allora ed esigono risposte sempre nuove e al passo con i tempi. Quando però nel 1987 nacque Telefono Azzurro molte delle nostre battaglie non erano per nulla scontate. Siamo stati i primi a occuparci di bullismo, di violenza domestica, di abbandono, di contrasto alla pedofilia, offrendo un punto di ascolto sempre attivo, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. Dopo 28 anni l’1.96.96 è ancora una certezza per migliaia di bambini, ma l’Associazione è diventata qualcosa di diverso”.

Presidente Telefono Azzurro

Presidente Telefono Azzurro

Cosa intende dire?

“Oggi è partner di tutte le principali reti internazionali e lavora su tutti i fronti in cui è necessario proteggere la dignità dei più piccoli, compreso lo sbarco di popolazioni che giungono nel nostro Paese portando con sé tantissimi bambini non accompagnati di cui nessuno in questo momento sembra preoccuparsi. Non solo, accanto alla linea storica le nuove generazioni ci contattano attraverso i ‘loro’ canali abituali: chat e social network”.

L’infanzia di oggi è diversa da quella di ieri, nuove fonti di rischio sono emerse anche a causa del cattivo utilizzo delle ultime tecnologie e di nuovi fenomeni di violenza emergenti. Cosa è necessario fare, anche a livello politico, per garantire la sicurezza dei minori e quindi la tutela dei loro diritti?

“Bisogna fare molto di più sul piano della prevenzione e dell’alfabetizzazione digitale del Paese. Occorre aiutare gli insegnanti e i genitori a essere più preparati e informati sui pericoli che si possono incontrare sul web, affinché sappiano accompagnare i bambini a sperimentare le grandi potenzialità di Internet senza abbandonarli a se stessi”.

Paola Longobardi

 

Indietro

In evidenza

Mediateca Correlata

Testi

Il corpo in una stanza

Roberta Spiniello, Antonio Piotti, Davide Comazzi (a cura di)
2015

L’INTERVENTO CON GLI ADOLESCENTI DEVIANTI

Maria Claudia Biscione, Marco Pingitore (a cura di)
2015
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK