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Intervista a Vincenzo Spadafora – Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

A margine dell’incontro che si è tenuto oggi a Roma, Piattaforma Infanzia ha intervistato Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, sul tema affrontato durante la presentazione del documento di proposta, ma anche sulla tutela dei minori in senso più generale.

Come mai si è arrivati solamente oggi ad una proposta così importante?

“Purtroppo il nostro paese è in ritardo su molte cose che riguardano l’infanzia e l’adolescenza e negli anni passati questo tema non è mai stato al centro dell’agenda di Governo. La presenza di oggi del Ministro per i Rapporti col Parlamento è un messaggio rilevante e il fatto che abbia preso l’impegno di provare a portare avanti questo discorso insieme al parlamento è un fatto molto importante e rilevante”.

Finalmente l’infanzia al centro dell’agenza di governo, possiamo essere ottimisti su questo?

Io credo di sì perché questo governo si misurerà molto sulla sua capacità di realizzare le cose che dice. Il ministro Boschi si è dimostrata molto tenace nelle cose in cui crede e mi auguro che la stessa tenacia che ha avuto in altri progetti la possa avere per le questioni che riguardano l’infanzia e i minori in Italia”.

Garante-Infanzia-e-adolescenza-Italia

Nel nostro paese abbiamo il 17% dell’abbandono scolastico, secondo Lei una riforma di programmi di istruzione che coinvolgano di più i ragazzi, anche attraverso l’introduzione delle nuove tecnologie come strumenti di supporto allo studio e allo stesso tempo per fornire loro anche una educazione alla tutela da questi stessi strumenti, può essere una buona strategia per invogliare i giovani a proseguire la loro formazione?

Si, sono assolutamente d’accordo e in parte tutto ciò è contenuto nella ‘Buona Scuola’ ma la cosa importante è poi sostenere istituti e insegnati. Sulla scuola si tende a scaricare sempre le grandi responsabilità su ciò che riguarda il futuro dei bambini senza pensare anche al fatto che abbiamo strutture talmente disastrate che non riescono a svolgere neanche le attività ordinarie. La cosa importante non deve essere quella di prevedere queste cose ma fornire agli insegnanti e alle scuole gli strumenti formativi e pratici per poter realizzare le attività”.

Il ruolo del genitore ha una centralità particolare, come possono aiutare loro stessi i propri figli e coinvolgerli di più nell’educazione e nell’istruzione?

La famiglia ha sempre avuto un ruolo fondamentale e continuerà ad averlo. È chiaro anche che oggi alcuni genitori non ha lavoro e la crisi è tale da non permette a molti di svolgere fino in fondo il proprio ruolo. Quando sono andato in giro per l’Italia la cosa che più mi ha colpito è stata la disperazione dei genitori nel non avere i mezzi per aiutare i propri figli a crescere in modo dignitoso. Questa disperazione ha poi delle punte estreme come abbiamo visto in tanti casi di cronaca e in un paese civile dobbiamo evitare che questo avvenga”.

La tutela del minore passa anche attraverso i media. La settimana scorsa l’Ordine dei Giornalisti ha organizzato a Roma un incontro sulla televisione del dolore. Come è possibili tutelare davvero i bambini e gli adolescenti in questo ambito?

In questo caso ci sono tantissime leggi e carte a cui tutti i giornalisti dovrebbero attenersi ma che nella realtà non rispettano. Il problema è grave, ma non bisogna normare maggiormente questo settore bensì richiamare alle responsabilità tutti gli operatori dell’informazione e, perché no, anche punire coloro che infrangono le regole. Questo non accade o accade raramente. L’Ordine dei Giornalisti ha fatto benissimo a proporre questo tema ma dovrebbe farsi anche un’autocritica rispetto al proprio settore ed essere molto duro con coloro che non si attengono alla deontologia”.

Paola Longobardi

 

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