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Intervista ad Ernie Allen – Presidente ICMEC

Ernie Allen è il presidente del Centro Internazionale per i Bambini Scomparsi e Sfruttati (ICMEC). In questa intervista, realizzata da Piattaforma Infanzia, abbiamo affrontato diversi temi: dalla pornografia ad internet, dalla sottrazione internazionale di minori, alla questioni dei minori stranieri non accompagnati che arrivano via mare.

La pornografia infantile è diventata una crisi globale. Si tratta di un settore redditizio in tutto il mondo e, alimentata da Internet, le sue vittime sono sempre più giovani. Che cosa possono fare i governi per garantire maggiore protezione ai bambini?

“Per prima cosa i governi devono riconoscere l’esistenza di questo problema, capire che è una priorità e investire risorse per sviluppare tecnologie e contrastare la pedopornografia on line. Non solo, devono mobilitare le grandi aziende a fare la loro parte. Penso ad esempio a Microsoft e all’importanza degli strumenti che ha sviluppato, come PhotoDNA, per la rimozione di contenuti che violano la dignità della persona. La premessa che deve essere comunque chiara a tutti è che si tratta di una sfida globale che nessuno stato può pensare di vincere da solo”.

Internet gioca un ruolo estremamente importante nella vita dei bambini, è anche difficile individuare i rischi. Come si può consentire ai bambini e ai genitori di avere maggiore sicurezza online e in particolare dal ‘web scuro’?

“Viviamo in un’epoca in cui i figli hanno capacità decisamente superiori rispetto ai loro genitori nell’uso delle nuove tecnologie. La prima cosa che dovrebbero fare le mamme e i papà è capire che cosa stanno facendo i loro figli in rete, ma soprattutto dovrebbero mettere dei limiti. Certo, è ancora più difficile oggi. Mettere il computer di casa in uno spazio comune non basta più, i ragazzi si collegano alla rete da qualunque posizione grazie a smartphone e tablet. Ma non ci si può rassegnare. Avere il web a portata di mano espone i bambini a rischi maggiori, li rende più vulnerabili agli attacchi di chi vuole adescarli, offenderli e ricattarli. Dobbiamo educare genitori e figli agli aspetti positivi e a quelli negativi della rete, non abbiamo scelta”.

Sulla questione della sottrazione internazionale di minori, in Italia non ci sono leggi chiare e molti genitori si trovano a lottare per i far valere i propri diritti. Cosa suggerisce?

“Spero che il Parlamento italiano si muova per essere all’altezza di quella che è una piaga del mondo moderno. Molte persone non hanno conoscenza di quanto sta accadendo, ma la buona notizia è che l’Italia partecipa a numerose reti internazionali per combattere questi fenomeni. Tanti passi in avanti sono stati fatti a livello globale e tanto c’è ancora da fare. Sicuramente avere leggi chiare è una premessa fondamentale a tutto questo”.

Allen

In Italia si vive ogni giorno il fenomeno degli arrivi di migranti via mare. Molti sono i minori non accompagnati e spesso non è garantita loro una adeguata accoglienza. Che cosa suggerisce all’Italia e all’Europa sulla questione?

“L’Italia è in prima linea in questa battaglia e ha una grande esperienza, ma non andrebbe lasciata sola. È un argomento di cui si parla molto, senza però la necessaria attenzione al tema della tratta dei bambini. È in atto uno spaventoso commercio di minori finalizzato alla prostituzione e allo sfruttamento. I predatori sono in agguato e approfittano della confusione, ma non ci sono soluzioni semplici a problemi complessi. Evidentemente servono più risorse per capire quello che sta accadendo e trovare soluzioni adeguate. Bisogna evitare che le crisi umanitarie si trasformino in una straordinaria occasione per chi mette sul mercato la vita e la dignità delle persone”.

Paola Longobardi

 

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