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Intervista alla senatrice Francesca Puglisi

Piattaforma Infanzia ha intervistato la senatrice Francesca Puglisi sul ddl 1209 in tema di affido familiare e adozioni.

In Italia abbiamo 14mila minori fuori famiglia, con il ddl 1209 è stato fatto un passo avanti, quali sono gli elementi che si mettono al centro in favore dei minori grazie a questo disegno di legge?

Con questo intervento normativo vengono messi al centro i diritti dei bambini alla continuità degli affetti. Quando un bambino è in affido familiare per una crisi della propria famiglia naturale, è bene che le relazioni affettive che lo hanno aiutato a crescere in un periodo particolare della propria vita, vengano mantenute nel superiore interesse del bambino stesso, sia che rientri in famiglia, sia che vada in adozione presso un’altra famiglia ma soprattutto con questo testo di legge qualora il bambino diventi adottabile, deve poter rimanere in adozione se la famiglia affidataria è disponibile, nella stessa famiglia che lo ha cresciuto per un lungo periodo di tempo. Crediamo che sia un grande passo avanti proprio sul terreno dei diritti dei bambini”.

Il testo di legge può creare degli automatismi tra l’affidamento e l’adozione nella famiglia affidataria? Diverse organizzazioni hanno affermato che possa essere una scorciatoia per l’adozione. Quali i limiti affinché non accada qualora non ci fossero gli elementi che permettano un’adozione?

Con questo testo di legge i due istituti restano comunque distinti. L’obiettivo dell’adozione risponde al desiderio di una coppia di avere un figlio. Con l’affido c’è invece la disponibilità di una coppia o un singolo di sostenere un bambino che sta vivendo un periodo di crisi nel proprio nucleo familiare di origine. Gli obiettivi dei due istituti restano quindi distinti, ma la cosa che viene messa al centro è la continuità affettiva del bambino. Per cui, se dopo un lungo periodo di tempo, come accade al 60% dei bambini che restano in affido familiare oltre due anni, il bambino diventa adottabile e la famiglia affidataria è disponibile ad averlo in adozione, questa famiglia deve poterlo adottare. È nel superiore interesse del bambino non subire un nuovo trauma da distacco”.

Senatrice Pd Francesca Puglisi

Senatrice Pd Francesca Puglisi

Qualora invece non dovesse essere adottato dalla famiglia affidataria c’è comunque la garanzia della continuità degli affetti?

Purtroppo qui c’è la cattiva usanza di qualcuno a pensare che un bambino che va in adozione debba essere sterilizzato dagli affetti e dalla propria storia. Questa legge promuove l’integrità della persona e quindi delle relazioni affettive e lo conferma uno degli articoli più importanti della legge, ovvero l’articolo 2, dove si promuove la continuità delle relazioni anche qualora il bambino torni nella propria famiglia naturale oppure vada in adozione ad altra famiglia. Le relazioni è bene che continuino ad esistere perché ciascuno di noi ha diritto alla propria storia”.

Cosa ne pensa delle adozioni da parte di single? Sono ancora lontane nel nostro paese?

Da parlamentare posso dire che dell’adozione dei single se ne sta occupando un altro provvedimento che è sempre in discussione in Commissione Giustizia al Senato. Nel caso della 1209, penso che avremmo potuto fare un ulteriore passo avanti, ovvero quello di garantire l’equiparazione dei diritti dei bambini che vanno in affido familiare a un singolo o a una famiglia, composta da una coppia regolarmente sposata da almeno tre anni come da requisiti della legge sulle adozioni, permettendo anche ai single di accedere all’adozione allo stesso modo. Ho ritirato un emendamento in tal senso convinta che facendo passare questa legge all’unanimità comunque avremmo fatto fare un passo avanti ai diritti dei bambini nel senso che, affermato il principio molto forte del legislatore della continuità degli affetti, sarà più facile anche per i tribunali dare accesso in questi casi all’art 44 lettera d, che già permette anche ai single di avere l’adozione in casi particolari”.

Paola Longobardi

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