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Italia in testa alla classifica europea sulle Banche del Latte

 

Il latte umano presenta delle caratteristiche alimentari di tipo nutrizionale e immunologico da definirlo come ‘farmaco salvavita’. Ma i vantaggi sono anche economici.

Un bel primato è riservato al nostro Paese. L’Italia, infatti, insieme alla Francia è il primo Paese europeo a dotarsi di una regolamentazione ad hoc per le banche del latte. Servizio finalizzato a selezionare le donatrici, raccogliere, controllare, trattare, conservare e distribuire latte umano donato da utilizzare per specifiche necessità mediche, le banche del latte oggi sono uno strumento fondamentale a soddisfare le necessità dei neonati pretermine. Ma non solo, sono molto utili, infatti, anche in altri situazioni come ad esempio nei casi in cui i neonati non possano essere alimentati dalla propria mamma perché affetti da patologie. Grazie all’istituzione di queste strutture, ogni anno diversi bambini nati prematuri, riescono nella loro impresa di recupero con il latte materno stoccato nelle banche. Per garantire su tutto il territorio nazionale questo prezioso servizio, sono state disposte delle linee guida, proprio in virtù dell’importanza di questo alimento che spesso diviene un vero e proprio ‘farmaco salvavita’ naturale.

L’allattamento al seno rappresenta la norma dell’alimentazione e il latte della propria mamma, ha vantaggi insuperati di tipo nutrizionale, immunologico ed economico.

In Europa e negli Stati Uniti le banche del latte umano funzionano grazie alla generosità di donatrici volontarie accuratamente selezionate. Nel 2012 in Italia le madri donatrici, nelle 31 banche del latte attualmente in funzione, sono state 975, con un trend in progressivo aumento e sono stati raccolti 9.448 litri di latte.

Studi recenti hanno documentato che tra i vantaggi del latte umano, c’è la riduzione della mortalità infantile, una protezione maggiore nei confronti di infezioni, di sovrappeso e obesità, ma anche miglioramento dell’esito neuro-evolutivo, con vantaggi di tipo cognitivo. Insomma una serie di positività che non fanno altro che incentivare la protezione e la tutela dei neonati in tema di salute e sviluppo. Elementi favorevoli che incidono anche sulla benessere delle mamme, che vedono ridotto persino il rischio di tumori al seno e alle ovaie. Vi sono studi che dimostrano, inoltre, anche una riduzione dei costi sanitari annuali poiché con l’allattamento al seno le patologie a carico dei bambini si riducono notevolmente.

La Banca del latte umano donato (BLUD) è un’attività nata nel 1989 per raccogliere latte materno e metterlo a disposizione dei neonati che ne hanno un bisogno vitale. Il potere antinfettivo del latte umano, infatti, è fondamentale non solo per prevenire allergie alimentari gravi, ma anche per l’alimentazione dei piccoli nati prematuri, per i bambini con grave malnutrizione o per i bambini che hanno subìto interventi chirurgici di asportazione intestinale. Negli ultimi anni il numero delle donatrici è cresciuto significativamente. In media, la quantità di latte raccolto è di oltre 450 litri l’anno e nel complesso si contano 837 mamme per 8.663 litri di latte donati.

Ma purtroppo assistiamo anche a percorsi pericolosi di vendita del latte materno. Il Regno Unito ha lanciato l’allarme del commercio su Internet, mercato che sta crescendo rapidamente e che pone seri rischi per la salute dei neonati. Un business clandestino chiamato ‘milk sharing’, alimentato dai social network che diventano il canale di vendita. Anche oltreoceano, in particolare negli Stati Uniti, il fenomeno sta trovando larga diffusione mentre in Italia, per fortuna, sembra ancora non prendere piede.

Paola Longobardi

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