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La tutela del minore migrante nei media italiani

Bisogna “mantenere sempre alta l’attenzione, pur sapendo che molto è stato fatto e che ancora di più deve esser realizzato”, lo dichiara a Piattaforma Infanzia Roberto Natale, portavoce del Presidente della Camera, Laura Boldrini.

Fare il punto sulla narrazione delle migrazioni e sulla loro rappresentazione mediale. E’ stato questo, il fine dell’incontro tenutosi ieri al Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale, dell’Università La Sapienza di Roma. Ricercatori, giornalisti ed esperti hanno discusso sugli stili della comunicazione e dell’informazione in relazione al tema della migrazione.

I migranti sono soggetti deboli rispetto al potere dei media e attori di un giornalismo a stile libero”. Apre così l’incontro Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale. Dagli studi effettuati, emerge una fotografia dell’immigrazione nei mezzi di comunicazione che vede lo straniero principalmente come attore della cronaca nera. L’accezione dell’emergenza è quella che più spesso viene attribuita alla questione. ‘Pericolo’ e ‘invasione’ sono solo due dei termini più gettonati, e la tragedia è la situazione che i giornalisti italiani preferiscono raccontare. Tutto questo deriva dal sensazionalismo a cui mirano i media del nostro paese e la motivazione è semplice: catturano più pubblico.

Una grande responsabilità è della politica. Questa stessa maneggia l’argomento in modo spesso non consono”, afferma Roberto Natale, portavoce della Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini ed ex Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. “Ma la responsabilità dei giornalisti e dei comunicatori è altrettanto alta. Bisogna affrontare il tema con la dovuta urgenza e il servizio pubblico dovrebbe essere rivisitato e basato su una programmazione diversa dei contenuti”. Continua così Roberto Natale, affermando che troppo spesso si fa del puro sensazionalismo sulla pelle di vittime di vicende di follia, come ad esempio quella del piccolo Loris. Un giornalismo che non bada al contenuto, ma alle notizie che pagano con gli interessi di audience. “Vogliamo un paese ripiegato sull’ombelico o che guardi il mondo? Ai nostri giovani farebbe bene vedere cosa succede nel resto del mondo o l’ennesimo approfondimento sul piccolo Loris?” E’ la domanda che si pone il portavoce dell’onorevole Boldrini. E’ necessaria quindi una riforma dei contenuti, soprattutto per andare a tutelare, come si dovrebbe, la figura del minore.

Al margine dell’incontro, Piattaforma Infanzia ha chiesto a Roberto Natale come è quindi possibile tutelare un bambino, per di più straniero, dalle notizie e informazioni che passano nei media. “Il minore straniero ha bisogno di una tutela rafforzata. Per dirla con le carte dei giornalisti, abbiamo la Carta di Roma che si riferisce esclusivamente al diritto dei migranti e quindi anche dei minori migranti. Mentre, un altro degli strumenti deontologici al servizio dell’informazione, è la Carta di Treviso, che richiede al giornalista una sensibilità e un’attenzione maggiore nei confronti degli under18. Non è una concessione, è un dovere – continua Roberto Natale – Esercitare con gli strumenti giusti, significa quindi tutelare i piccoli stranieri nel modo più corretto, proteggendone ad esempio l’identificabilità al momento dell’arrivo, cosa che deve essere garantita tanto all’adulto quanto al minore migrante per questioni connesse anche alla loro incolumità. Parlando di minore in generale, posso dire che il livello di attenzione del giornalismo italiano sul tema è cresciuto. Si vedono ancora nefandezze ma rispetto agli ’70/‘90, c’è stato un miglioramento. Affermo con convinzione che bisogna comunque mantenere sempre alta l’attenzione, pur sapendo che molto è stato fatto e che ancora di più deve essere realizzato”.

Tutelare la figura del minore straniero è una cosa che va fatta a prescindere“, dichiara a Piattaforma Infanzia Giovanni Maria Bellu, giornalista e Presidente dell’Associazione Carta di Roma. “Il fenomeno del razzismo che scaturisce dal mondo dell’informazione e dalle notizie che trasmettono i media, è ovviamente un problema che riguarda la stampa italiana ma prima ancora, secondo me, riguarda le istituzioni stesse, nonché le strutture educative e quindi le scuole”.

Con il rispetto delle carte deontologiche da parte dei giornalisti e traducendo in narrazione quella che è solo ed esclusivamente la realtà dei fatti, è quindi possibile preservare da eventuali rischi i minori, che siano stranieri o italiani.

Paola Longobardi

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