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L’importanza della scrittura manuale nei bambini

Con la digitalizzazione più volte si è pensato di sostituire la scrittura manuale con quella digitale. Ma gli effetti positivi della manualità sul sistema cognitivo, non sono gli stessi generati dalla velocità della scrittura al computer. Ne abbiamo parlato con il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini.

L’era della digitalizzazione ci fa trascurare la pratica della scrittura manuale. Un’affermazione che non sorprende nell’epoca che stiamo vivendo e che fa riflettere su questo antichissimo gesto che il più delle volte sostituiamo con la battitura di lettere su una tastiera. L’Accademia della Crusca ha discusso dell’argomento invitando i bambini e gli adulti a non abbandonare questa pratica che è importante su diversi fronti.

La sostituzione del digitale al manuale è maggiormente presente negli adolescenti e negli adulti, mentre nei bambini ancora resiste il prendere una penna in mano per scrivere o disegnare su un foglio. E mentre Paesi del nord Europa sostituiscono ai libri e ai quaderni, tablet ed e-book, il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, si dice fermamente convinto di credere che in Italia “nessun maestro intenda abolire la scrittura manuale. Gli insegnanti sono pienamente consapevoli dell’importanza e dell’educazione alla scrittura e della manualità che questa porta con sé. La sostituzione manuale con quella digitale è secondo me una campagna commerciale per vendere apparecchiature elettroniche”, ci racconta severo Claudio Marazzini. I vantaggi della scrittura manuale a scapito del digitale, sono diversi e oltre allo stimolo cognitivo e creativo, aiutano la memorizzazione e l’apprendimento. “All’estero si sta molto diffondendo il digitale e si sta perdendo la capacità della scrittura corsiva, che rappresenta un modo di rispondere al pensiero e considerare di abolirla è un’idea piuttosto stravagante”, continua su Piattaforma Infanzia il presidente dell’Accademia della Crusca.

Studi dimostrano che l’informazione motoria, contenuta nelle lettere scritte a mano, viene elaborata dal cervello che mette in azione l’attività dei muscoli, traducendo l’input nella scrittura attraverso la manualità. Un meccanismo quasi automatico che se sostituito dall’istantaneità della scrittura digitale, limiterebbe l’accurata elaborazione del pensiero che si intende esprimere graficamente, generando così una maggiore superficialità nell’esprimersi.

“I ragazzi la via della digitalizzazione la trovano da sé, sia che la scuola intervenga sia che non intervenga. Basta non interferire nel sistema educativo con i centri di potere economico e mi riferisco ai tentativi maldestri di anni fa di sostituire il libro cartaceo con quello digitale. Con questo non intendo abolire il libro elettronico ma affiancarlo a quello tradizionale”. L’importanza dell’apprendimento della scrittura manuale è fondamentale per i bambini che grazie all’automatismo che si crea tra l’impulso e l’azione, riescono ad avere un corretto sviluppo cognitivo che li porta ad elaborare pensieri e parole in modo sano e pensato. Allo stesso tempo, il mondo digitale si è posizionato in modo piuttosto invadente nella quotidianità che viviamo e pensare di eliminarne l’uso non è una cosa fattibile. Per cui, “possono convivere tutti i tipi di scrittura – conclude Claudio Marazzini – e lo ha dimostrato l’arrivo della stampa, nonostante ciò negli anni si è mantenuta la scrittura manuale. Possono coesistere e convivere benissimo sistemi diversi di trasmissione della parola”.

Paola Longobardi

 

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