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L’inasprimento dei conflitti causa il record di profughi nel mondo

Persecuzioni, violazioni di diritti e conflitti costringono sempre di più milioni di persone a fuggire. Altrettanti milioni i bambini coinvolti, mentre gli aiuti umanitari non riescono ad arrivare ovunque.

Sono 51,2 milioni le persone costrette a fuggire dalle proprie abitazione a causa dei conflitti. Il dato, reso noto nell’ultimo rapporto pubblicato da Oxfam, manifesta che alla fine del 2013 il numero di profughi nel mondo ha raggiunto il livello più alto dalla fine della seconda guerra mondiale. Persone che fuggono da persecuzioni e violazioni di diritti umani, tra cui milioni di bambini. Un aumento esponenziale dei numeri che ha come causa principale l’inasprimento dei conflitti. In totale sono 33,3 milioni gli individui profughi nel proprio Paese, mentre 16,7 milioni sono coloro scappati all’estero come rifugiati e altri 1,2 milioni hanno chiesto asilo. Altissimo il prezzo che pagano i minori, basta pensare solo alla Siria e all’Iraq dove l’Unicef ha denunciato che circa 14 milioni di bambini soffrono ogni giorno a causa delle violenze, della fame, delle malattie e di tutto ciò che porta con sé una guerra. Oltre alla Siria, anche la Repubblica Centrafricana e il Sud Sudan tra i paesi con livelli di gravità più elevata, secondo la classificazione fornita dalle Nazioni Unite.

Milioni le persone che fuggono in cerca di un luogo sicuro e innumerevoli le sfide che affrontano durante il viaggio. Violenza, abusi e sfruttamento sono l’orrore che vivono ogni giorno e da questo orrore non vengono risparmiati i bambini. “In un conflitto armato nessuno è al riparo dal pericolo, ma alcuni gruppi sono più vulnerabili di altri, in particolare le donne e i bambini”, è quanto si legge nel rapporto Oxfam ‘I Paesi degli invisibili’.

Le necessità maggiori sono il cibo, l’acqua e un posto sicuro in cui vivere. Le continue minacce fisiche e psicologiche unite a soprusi tra gruppi etnici, spingono sempre di più intere comunità ad andarsene dal proprio paese di origine, affrontando una situazione di insicurezza cronica, condizioni di vita disumane e mancanza di tutela. Tra le vittime, le categorie più a rischio sono le donne e le giovani bambine adolescenti, colpite da stupri, matrimoni e aborti forzati. Persecuzioni sessuali che sono strumenti di guerra, tanto che molti gruppi di combattenti vengono incitati appositamente all’odio e alla violenza sessuale contro donne e bambine allo scopo di incutere terrore.

La maggior parte di chi fugge, inoltre, si rifugia nei Paesi confinanti, ma anche questi, il più delle volte, hanno difficoltà interne e l’ospitare profughi, accresce lo stato di povertà. Una situazione cronica e il superamento delle difficoltà è possibile grazie agli aiuti umanitari ma in alcune zone del mondo è sempre più difficile far arrivare a destinazione beni di prima necessità e portare assistenza soprattutto ai bambini, ovvero i più vulnerabili.

Paola Longobardi

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