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L’India e il conflitto dimenticato

Vanno avanti dal 2004 gli scontri tra Governo indiano e maoisti. Un vero e proprio conflitto che coinvolge migliaia di bambini usati anche come scudi umani.

Mentre è di pochi giorni fa la notizia che in India la polizia ha salvato 90 bambini sfruttati in una fabbrica di braccialetti a Hyderabad, e altri 220 sono stati trovati in un laboratorio simile, arriva anche quella relativa alle grandi difficoltà che vivono donne e bambini a causa di un conflitto che dura ormai da diversi anni. Stiamo parlando delle lotte tra lo Stato indiano e i maoisti, tema che non viene affrontato in modo ordinario da nessun media nazionale. Iniziata nel 2004, questa guerra prosegue nel silenzio più assoluto. La causa? Lo spostamento di tribù dalle riserve naturali in cui vivevano per l’espandersi delle politiche basate sullo sfruttamento delle risorse, ovvero dei giacimenti minerari. Si deteriora quindi una sempre più fragile situazione tra lo Stato indiano e i maoisiti che in difesa delle tribù, si sono guadagnati numerosi consensi e sostegni locali. Ma quello che è drammaticamente tralasciato, è lo stato di migliaia di bambini che vivono al servizio dell’uno e dell’altra parte in causa.

Anche in India, infatti, i bambini vengono coinvolti in prima linea nei combattimenti e su 3.000 bambini soldato, 2.500 sono quelli impiegati negli scontri tra Stato e maoisti. In particolare, secondo quanto dichiarato dal sito di informazione Open Democracy, proprio i maoisti hanno portato avanti una vera e propria campagna di reclutamento di bambini soldato, per le loro operazioni segrete. Migliaia di fanciulli che vengono strumentalizzati e impiegati quotidianamente in attività di minaccia nei confronti della popolazione locale. Tra i loro compiti, il trasporto di esplosivi pericolosi ma la cosa ancora più raccapricciante è che molto spesso i bambini vengono utilizzati come scudi umani. Nonostante prove più che sufficienti, in un rapporto del 2011 il Governo indiano ha negato il coinvolgimento dei bambini soldato nei conflitti armati.

La campagna di reclutamento forzato attuata dai maoisti, ha seguito una strategia ben delineata, arruolando almeno un bambino a famiglia. Inoltre, azioni come bombardamenti di scuole e occupazioni di strutture statali, hanno contribuito alla lista già lunga di violazioni delle leggi e Convenzioni internazionali, causando nella fascia più piccola della popolazione, non pochi disturbi psicofisici.

Anche la situazione di donne e giovani adolescenti è delicata e i loro corpi sono spesso oggetto di oltraggi. I casi di abusi sessuali, infatti, sia da parte dei maoisti che dalle forze di sicurezza sono dilaganti.

Un conflitto dimenticato, la cui risoluzione pacifica sembra ancora molto lontana. Lontana come l’eco della voce della comunità internazionale che non riesce ancora a far sentire la giusta pressione al Governo indiano.

Paola Longobardi

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