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Liste di bimbi sieropositivi. Succede in Kenya

La Costituzione proibisce in modo esplicito la raccolta di generalità e dati delle persone sieropositive. Ma l’elenco esiste e il rischio isolamento e stigmatizzazione dei malati è alto.

Una pratica che incrementa la stigmatizzazione e l’isolamento delle persone. È quella che il governo keniota sta applicando attraverso la compilazione di registri in cui sono raccolte le generalità e i dati di persone sieropositive e in particolare di bambini e donne. Le associazioni per i diritti umani del Kenya si sono rivolte alla magistratura per ottenere la distruzione di questi database. I bambini, tutti in età scolare, sono elencati in questa raccolta dati cominciata a febbraio e portata avanti in 47 contee del Paese. Insieme ai loro nomi, anche la scuola frequentata e i nomi di genitori e parenti che potrebbero aver contratto il virus. Il tutto, secondo la contrarietà della Costituzione che proibisce in modo esplicito la raccolta di generalità e dati delle persone sieropositive.

Il caso, che verrà discusso il 10 luglio prossimo nelle aule della giustizia, ha suscitato il timore degli attivisti sull’utilizzo effettivo di questi elenchi. Tra le associazioni in prima linea, il Kenya Legal and Ethical Issues Network (Kelin) e il Children of God Relief Institute (Nyumbani), il cui timore è che simili elenchi possano segnare una battuta d’arresto nella lotta contro la discriminazione e stigmatizzazione delle persone sieropositive. Secondo l’Onu sono un milione e 600.000 le persone che vivono con il virus dell’hiv in Kenya, inclusi 190.000 bambini al di sotto dei 14 anni e nei rapporti ufficiali, si legge che “la risposta all’epidemia è migliorata in tandem con l’aumento della disponibilità di dati affidabili e completi, che ha consentito di focalizzare gli interventi nelle aree chiave di trasmissione dell’hiv, per ridurre la diffusione di nuove infezioni”. Anche la battaglia contro l’isolamento e la discriminazione ha favorito questo miglioramento, consentendo ai malati di accedere a test e cure.

Il Kenya fa parte dei 43 paesi africani che hanno aderito al Programma dell’ufficio delle Nazioni Unite per l’accesso universale a prevenzione, trattamento, cure e supporto ai malati. L’obiettivo è ridurre del 90% il numero di nuove infezioni tra bambini e adolescenti, ridurre al 50% il numero di morti tra le donne con aids durante la gravidanza e tra i bambini sotto i cinque anni.

Paola Longobardi

 

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