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L’Italia e la qualità strutturale degli istituti scolastici

L’incidente nella scuola di Ostuni ha riacceso polemiche in realtà mai spente in Italia, quelle sulla sicurezza degli istituti. Piattaforma Infanzia ne ha parlato con Laura Galimberti, responsabile della struttura di missione per il coordinamento e l’impulso degli interventi per l’edilizia scolastica di Palazzo Chigi.

Il crollo nella scuola di Ostuni, in Puglia, dove sono rimasti feriti due bambini e una maestra, ripropone un problema che in Italia non ha mai trovato risoluzione: quello della qualità strutturale degli istituti scolastici. L’edificio era stato chiuso nel 2010 per lavori di ristrutturazione e riaperto solo nel mese di gennaio scorso. Piattaforma Infanzia ha chiesto a Laura Galimberti, architetto e responsabile della struttura di missione per il coordinamento e l’impulso degli interventi per l’edilizia scolastica di Palazzo Chigi, come mai è stato possibile un crollo del genere dopo lavori di ristrutturazione e ‘messa in sicurezza’ dell’edificio. “Come ha ricordato anche il Sottosegretario all’Istruzione Faraone, è evidente che ci sono delle responsabilità legate all’appalto delle opere e che vanno individuati i responsabili. Vogliamo evitare che episodi simili continuino a verificarsi”. Proprio per questo, nel disegno di legge sulla Buona Scuola, fa sapere l’architetto Galimberti, è prevista l’istituzione di una graduatoria unica dei finanziamenti, con l’obiettivo di superare la logica degli interventi di manutenzione e ristrutturazione frammentaria.

Ma in cosa consistono effettivamente gli interventi di messa in sicurezza? Questi sono vari e “riguardano per esempio l’adeguamento alla normativa antisismica, la sicurezza degli elementi non strutturali, come nel caso degli intonaci caduti ad Ostuni, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la rimozione dell’amianto”. Lo strumento essenziale per la pianificazione delle operazioni, continua sempre la coordinatrice degli interventi per l’edilizia scolastica di Palazzo Chigi, sarà l’anagrafe per l’edilizia scolastica, che, dopo anni di assenza, sarà presentata il 22 aprile al MIUR. “Contiamo che i dati trasmessi da Enti locali e Regioni per le relative programmazioni diano un quadro più chiaro degli interventi necessari. Oggi il disegno di legge della Buona Scuola prevede già che le programmazioni regionali annuali e triennali costituiscano il Piano Nazionale per l’edilizia scolastica. Sono infatti le Regioni ad avere competenza su queste programmazioni, stilate in base alle indicazioni di Comuni, Province e Città Metropolitane, che sono i proprietari degli immobili o che comunque li gestiscono”.

Ma la riflessione principale è rivolta a tutti i bambini. Nelle scuole dovrebbero poter essere al sicuro e prevenire eventi del genere tutelando chi frequenta gli istituti scolastici deve essere una norma consuetudinaria. “Nel disegno di legge sulla Buona Scuola, – dichiara Laura Galimberti – ora all’esame del Parlamento, abbiamo previsto uno stanziamento di 40 milioni di euro per la diagnostica ed il monitoraggio dei soffitti. Lo sfondellamento dei solai ed il distacco di intonaci sono tra i fenomeni più frequenti. Ci sembra doveroso intervenire perché episodi come quello di Ostuni, purtroppo non isolato, siano solo un brutto ricordo”.

Secondo Legambiente, nella regione Puglia, solo il 28,7% degli edifici ha un certificato di collaudo statico, mentre la media nazionale è del 53%. I certificati di agibilità, sempre in Puglia, sono posseduti dal 15, 5%. La media nazionale, invece è del 53,1%.

Paola Longobardi

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