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L’Oms mette al centro la salute di bambini e adolescenti

Si è tenuta nei giorni scorsi l’assemblea mondiale della salute. Nuovi obiettivi dal 2016 al 2030 che mettono al centro donne, bambini e adolescenti. Prevenire morti evitabili e garantire l’accesso ai servizi: questi gli obiettivi.

La salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti è al centro dell’agenda dell’Organizzazione Mondiale della Salute 2016-2030. Si è conclusa, infatti, pochi giorni fa a Ginevra, l’assemblea mondiale che ha visto discutere l’OMS sui temi e linee strategiche da seguire nei prossimi anni, per migliorare la condizione di milioni di bambini. Sono stati oltre 3mila i rappresentanti che hanno preso parte alle giornate di discussione. In tutto 194 i membri dei vari Paesi partecipanti. A partire dai problemi organizzativi e strutturali, fino ad arrivare alle possibili soluzioni per sconfiggere i mali cronici, come infezioni, virus e batteri. Questi gli argomenti di cui si è parlato, ma soprattutto prevenzione dalle malattie trasmissibili e rafforzamento dei sistemi sanitari. Strategie e linee guida che verranno lanciate ufficialmente a settembre 2015 come obiettivi da perseguire nei prossimi anni, sulla base dei traguardi già raggiunti.

Tra il 2000 e il 2012, infatti, sono stati 3milioni i bambini salvati grazie agli sforzi messi in campo per combattere la malaria. Attraverso la diffusione dell’uso di zanzariere e insetticidi, la vita di milioni di bimbi è migliorata notevolmente, così come la cura con farmaci antiretrovirali destinata a donne affette da HIV, permettendo in questo modo la protezione dei loro bambini da infezioni e assicurando ai neonati nella fase più delicata della loro vita, condizioni di salute sicure.

Elogiati inoltre gli sforzi comuni delle comunità per far fronte alle questioni sociali, economiche e ambientali che coinvolgono la salute. Grandi passi avanti sono stati fatti nella lotta alla malnutrizione e alle patologie legate a questa condizione. Ma ancora molto c’è da fare dal momento che questa continua ad uccidere milioni di bambini ogni anno. “In questi 15 anni abbiamo appreso che, grazie a una forte leadership politica, dai capi di governo fino alle comunità locali, si possono trovare le risorse economiche che fanno la differenza in sanità. Il movimento globale Every Woman Every Child, ha mobilitato nuovi investimenti e migliorato le condizioni di salute di donne e bambini in molti Paesi, così come gli obiettivi di sviluppo del Millennio hanno salvato milioni di vite. Ma molto resta ancora da fare”, ha dichiarato Flavia Bustreo, vicedirettore generale dell’Oms per la salute di donne e bambini.

Nella lista delle priorità, anche le emergenze sanitarie che in situazioni di calamità naturali o di conflitto causano innumerevoli morti di giovani donne e bambini per mancanza di accesso alle cure e ai servizi essenziali. Milioni di decessi che si possono evitare e che saranno, dunque, l’obiettivo principale della strategia globale per la salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti 2016-2030, dove sono chiamati ad intervenire tutti gli Stati.

Paola Longobardi

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