News

L’Onu fallisce in Siria e intanto a Kobane riapre la prima scuola

La notizia di pochi giorni fa porta una nuova luce negli occhi dei bambini della città del Kurdistan siriano. L’annuncio dato dai funzionari locali, vede la riapertura della struttura scolastica con 10 insegnanti e 250 studenti.

Iniziato nel 2011, proprio in questi giorni, il conflitto siriano compie il suo quarto anno. Una guerra che ha devastato e devasta un’intera popolazione. Negativo il bilancio stilato da ventuno agenzie e organizzazioni internazionali, che denunciano a gran voce il fallimento delle Nazioni Unite. ‘Failing Syria’, il titolo del rapporto, punta il dito contro l’inefficienza degli interventi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che non è riuscito a garantire l’adozione delle risoluzioni tra le parti in conflitto. Migliaia le perdite tra i civili, tra cui troppi bambini che continuano a soffrire le pene di una guerra senza fine e senza regole. Non c’è protezione per la popolazione civile come non c’è protezione per gli emblemi di neutralità e soccorso, atti a portare gli aiuti necessari ai bisogni primari della gente.

Il 2014 è stato designato come l’anno più letale della guerra in Siria, anno che ha visto la morte di 76mila siriani tra adulti e bambini. La questione della distribuzione di aiuti umanitari è sempre stata difficile a causa dei problemi per raggiungere alcune zone più a rischio e pericolose, dove risiedono però circa 4,8 milioni di persone. Mentre sono circa 5,6 milioni i bambini che hanno bisogno di aiuto e assistenza. Secondo il rapporto il 31% in più rispetto al 2013. Ma nonostante dalla Siria arrivino sempre brutte notizie e cronache terribili, questa volta Piattaforma Infanzia vuole aggiungere una nota positiva a tutto questo.

L’emittente curda Rudaw, ha annunciato che a due mesi dalla liberazione di Kobane dai militanti dell’Isis, la vita sta ricominciando. Nella città che si trova nel Kurdistan siriano, i negozi cominciano a riaprire e la popolazione cerca di riprendersi la vita, quella stessa che da metà settembre scorso, aveva perduto a causa del massiccio attacco dell’Isis. Una lotta brutale tra i combattenti Peshmerga e i terroristi, ha portato a 133 giorni di assedio riducendo in macerie l’intera città. Popolazione in fuga, bambini in difficoltà e paura hanno dominato l’intero periodo di combattimento.

Ma Kobane sti sta rialzando in piedi ed è dunque proprio da qui che arriva la bella notizia della riapertura della prima scuola della città, un simbolo di speranza e rinascita. L’annuncio è stato dato proprio pochi giorni fa dai funzionari locali che hanno detto, appunto, di aver riavviato la struttura con 10 insegnanti e circa 250 studenti che possono riprendere in mano i propri diritti.

Paola Longobardi

 

Indietro
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK